Foto di Giancarlo Bucci

Perché fare un orto sinergico ?

Foto di Giancarlo Bucci
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SINERGIA: l’azione simultanea di elementi combinati, in cui le diverse componenti interagiscono per realizzare una singola funzione: il risultato è superiore alla somma degli elementi che lo compongono

Vi ho già parlato del mio desiderio di rivoluzionare il mio orto, trasformandolo da orto tradizionale ad orto sinergico. Ma non vi ho ancora spiegato il motivo della mia scelta, del perché, secondo me, vale la pena di cambiare e passare all’agricoltura sinergica.

L’’agricoltura sinergica, come vi ho già spiegato, è un metodo di coltivazione rivoluzionario elaborato da  Emilia Hazelip, basandosi sugli insegnamenti dell’agricoltore e microbiologo giapponese Fukuoka , e sulla sua agricoltura naturale, un’agricoltura che mantiene il terreno selvaggio pur essendo coltivato.  L’agricoltura sinergica però, diversamente dal metodo del “Non Fare” di Fukuoka, richiede molta organizzazione del lavoro e un calcolo preciso delle azioni. Questo particolare metodo di coltivazione sfrutta la naturale sinergia esistente tra la terra ed i microrganismi che la abitano e la arricchiscono, tra i legumi e i batteri fissatori di azoto atmosferico o nell’associazione tra piante che si danno mutuo beneficio. Il suo scopo è proprio quello di protegge l’ecosistema del suolo permettendo alla terra di mantenere i suoi propri strati, senza agitarla né rivoltarla, e sfruttando le sue capacità di autofertilizzazione.

Foto di Giancarlo Bucci
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I quattro principi dell’agricoltura sinergica sono:

  1. Fertilizzazione continua del suolo tramite una copertura organica permanente: non si usa altro fertilizzante oltre a quello naturale ottenuto tramite una copertura organica permanente. In questo modo andiamo a ricreare ciò che accade in natura, se sollevate le foglie cadute in un bosco sotto di esse la terra è scura e ricca e piena di vita. Nell’orto ciò significa creare una densa concentrazione di piante, perenni e stagionali, di cui non si estirpano le radici e si lasciano le foglie dove cadono, e usare la pacciamatura, una copertura del terreno con la paglia o altri materiali biodegradabili.
  2. Assenza di aratura, o di qualsiasi altro tipo di disturbo del suolo, il suolo si lavora da solo. Nessuna aratura, zappatura perché il suolo è già di suo, in natura, ricchissimo di organismi la cui attività, in seguito alle lavorazioni del suolo e quindi alla sua ossigenazione, viene alterata. Lavorando la terra noi interrompiamo la sinergia che esiste tra i vari organismi presenti nel terreno, proprio per questo motivo l’agricoltura tradizionale deve utilizzare fertilizzanti e concimi di sintesi, ma in questo modo s’innesca un meccanismo molto nocivo, le piante ne diventano dipendenti, il terreno si impoverisce e aumenta la possibilità di patogeni.
  3. Il suolo si area da solo, se noi evitiamo di provocarne il compattamento: i micro-ecosistemi presenti nel sottosuolo hanno bisogno di areazione e quindi non bisogna compattare il terreno calpestandolo, il suolo deve respirare. E’ per questo motivo che in agricoltura sinergica l’area di coltivazione, bancali alti circa 50 cm, è nettamente separata dai passaggi su cui si cammina e lavora.
  4. Coltivare più varietà, almeno tre specie differenti, in ogni aiuola. Le piante si aiutano tra di loro, perciò in ogni aiuola bisogna piantare almeno: una leguminosa, che fissa nel suolo l’azoto (principale nutrimento delle piante) presente nell’aria, una liliacea (aglio, cipolla, porro, etc..), che ha capacità anti-batteriche, e un ortaggio appartenente ad altre famiglia. Combinati in questo modo i vari ortaggi arricchiscono il suolo e creano biomassa, facendo comunque sempre fare attenzione alle corrette consociazioni. Non vanno poi dimenticati i fiori, che non rendono solo bello l’orto, ma hanno anch’essi funzione di protezione, ed erbe aromatiche, che, correttamente consociate, aumentano lo sviluppo e il sapori di alcuni ortaggi (pomodoro/basilico, per esempio).

L’agricoltura sinergica rappresenta dunque una grande rivoluzione rispetto ai metodi dell’agricoltura tradizionale in cui il terreno viene arato, zappato, vangato e fertilizzato.

Foto di Giancarlo Bucci
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Ecco quali sono secondo me i vantaggi di un orto sinergico e i motivi che mi hanno fatto decidere di realizzarlo:

- l’agricoltura sinergica è la forma di coltivazione più naturale tra quelle conosciute.

-perché questo tipo di orto lavora con le dinamiche di fertilità naturali del suolo e non necessita dunque di alcun tipo di fertilizzante o compost: piantando  densamente un certo numero di piante e usando la pacciamatura per “imitare” lo strato di foglie e compost che si forma spontaneamente in natura, il suolo si comporterà proprio come si comporta il suolo naturale e incolto.

- un orto sinergico, in cui la terra non viene agitata e rivoltata, necessita di meno lavoro e di meno irrigazione.

- i prodotti ottenuti con questa pratica hanno una diversa qualità, un diverso sapore, una diversa energia e una maggiore resistenza agli agenti che portano malattie.

- coltivando in modo sinergico si restituisce alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo e facendo dell’agricoltura un’attività umana sostenibile.

Foto di Giancarlo Bucci
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Queste sono solo le basi e i principi fondamentali dell’agricoltura sinergica, prossimamente vi parlerò più concretamente di come progettare e realizzare un orto sinergico.

Se intanto volete approfondire l’argomento trovate molte informazioni e materiale qui: Libera Scuola di Agricoltura Sinergica “Emilia Hazelip”.

Last but not least ringrazio Giancarlo Bucci per avermi permesso di pubblicare le bellissime foto della sua serra sinergica.

11 pensieri su “Perché fare un orto sinergico ?”

      1. ciao Bea, complimenti!! ho recuperato il mio orto dopo 3 anni di inattività e lo sto rifacendo come hai indicato tu, poi ho trovato anche qualche manuale interessante!!

  1. Davvero interessante.
    L’anno scorso avevo impostato il mio orto seguendo alcuni principi della Biodinamica, ma ho ottenuto scarsissimi risultati. Certo, le continue piogge non mi hanno aiutata ma non credo che lo rifarò. E’ estremamente complicato anche se affascinante. Magari potrei provare con un orto sinergico!!!
    Ti abbraccio
    Francesca

    1. Ciao Francesca, anche io ho seguito agli inizi l’agricoltura biodinamica, ma hai ragione è abbastanza complicata. Continuo a seguirne il calendario delle semine. Tu qualu principi avevi utilizzato. Se vuoi fare un orto sinergico continua a seguirmi e ti darò le basi per realizzarne uno. Un abbraccio, Beatrice

  2. Sai, da un lato penso “oh che casino…”, dall’altro mi immagino micromondi di relazioni simbiotiche e sinergiche… sono curiosa di vedere gli sviluppi, buon lavoro! :-D

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