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Borragine, mon amour

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Erano mesi che osservavo impazientemente le piccole foglie pelose di Borragine nate in modo spontaneo qua e là nel mio giardino, e poi finalmente, proprio con lo scoccare della primavera, le ho ritrovate fiorite di quel blu che solo a loro appartiene.

Io la Borragine la amo. La semino dovunque, la osservo, l’ammiro, tanto che a volte penso che in un’altra vita, se un’altra vita esiste, io sia stata un’ape, perché amo le stesse piante frequentate da questi piccoli insetti.

Se poi come è il caso della Borragine, questa pianta oltre ad essere bella, concentra in sé altre virtù, allora la cosa diventa interessante.

La Borragine (Borago officinalis) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Borraginacee. Ha un portamento eretto con un grande fusto succoso e cavo e un’altezza che varia tra i 30 e 60 cm, ha grandi foglie ovali rugose e ruvide e alla sua sommità fiori a forma di stella di un colore blu intenso o più raramente rosa. E’ una pianta facilmente riconoscibile perché ricoperta da una fitta peluria, che dà alle sue foglie un aspetto vellutato. La Borragine è una pianta mellifera, cioè molto amata dalle api.

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Originaria della Siria, si è diffusa in tutta Europa ed in America Centrale, dove cresce spontaneamente dalla pianura fino ad un’altitudine di 800 metri sul livello del mare. In Italia cresce rigogliosa dove il clima è mite, nelle zone incolte, in quelle con sassi e ghiaia, lungo le scarpate e nei terreni pietrosi.

L’origine del suo nome è controverso, la borragine era infatti conosciuta ed utilizzata per le tante proprietà benefiche fin dall’antichità.

I romani che aggiungevano questa pianta al vino, il vino alla borragine era ritenuto un antidoto alla tristezza, la chiamavano burra, alludendo al fatto che le sue foglie pelose ricordavano al tatto un tessuto di lana grezza. Plinio scrive: «Un decotto di borragine allontana la tristezza e dà gioia di vivere».

Gli arabi la chiamavano abu rach, ossia padre del sudore, alludendo alle proprietà sudorifere di questa erba officinale.

I Celti aggiungevano la Borragine al vino che veniva dato ai guerrieri per infondergli il coraggio nell’affrontare i nemici in battaglia, per questo motivo era detta borrach, coraggio.

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Come si coltiva

La borragine è una pianta rustica e selvatica che si coltiva con facilità, non richiede infatti particolari cure e , con il terreno e l’esposizione giusta, si diffonde molto facilmente diventando quasi infestante.

La semina si effettua a primavera su un terreno fertile, soffice e sabbioso, direttamente in pieno campo o in grandi vasi. E’ una pianta che sopporta male il trapianto quindi è meglio seminarla in loco. Predilige i luoghi assolati e un terreno ben drenato. La distanza da tenere tra un seme e l’altro è di cm 20, se le piantine nascono troppo fitte bisognerà diradarle per permettergli una crescita ottimale.

Per la sua coltivazione in vaso invece la Borragine necessita di un vaso capiente e ben drenato, che abbia sul fondo dell’argilla espansa. Il vaso va poi riempito con del terriccio sciolto e ricco di humus e i semi vanno coperti con poca terra. Il vaso deve essere collocato al sole o a mezz’ombra e annaffiato nei periodi più caldi.  Appena la temperatura è mite i semi germineranno, lasciate le piantine più robuste ed eliminate le altre. All’arrivo dei primi freddi la pianta si secca quindi raccoglietene i semi per la primavera successiva.

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Proprietà

La borragine viene ritenuta dalla medicina popolare: depurativa, diuretica e disintossicante. Contiene grandi quantità di nitrati di potassio, e grosse quantità di vitamina C.

Il suo elevato contenuto di mucillagini la rendono anche un ottimo rimedio contro la stipsi e un calmante per i problemi respiratori.

L’infuso e le tisane con i fiori di borragine sono un ottimo tonico per il sistema nervoso: hanno  proprietà rilassante, emolliente, espettorante, e calmante della tosse, ed anche un leggero effetto diuretico e depurativo.
Le foglie, hanno azione sudorifica  e sono ritenute un valido rimedio nelle affezioni delle vie respiratorie, nei reumatismi e nelle malattie eruttive (eczemi e foruncolosi), insieme all’olio dei semi di borragine.

La Borragine però contiene alcuni alcaloidi che possono risultare tossici per il nostro corpo, va quindi usata con moderazione e deve essere assolutamente evitata in gravidanza, durante l’allattamento e in caso di problemi epatici..

La Borragine in cucina

La Borragine è un ottimo ingrediente da usare nelle nostre ricette, le  foglie e fiori vanno consumate freschi e preferibilmente cotti, perché la cottura riduce, ma non elimina, la presenza naturale in questa pianta di alcuni alcaloidi che possono risultare tossici per il nostro corpo.

Le sue foglie sono ottime nelle minestre e nelle zuppe, come ripieno di torte salate o ravioli, nelle frittate o impanate. Io ho provato anche a farne uno squisito risotto insieme all’ortica e alla bieta.

I suoi bellissimi fiori, dal delicato sapore di cetriolo, decorano le nostre insalate primaverili o congelati in cubetti, danno un tocco di allegria agli aperitivi e ad altre bevande.

Ricordatevi sempre di consumarla con moderazione.

7 pensieri su “Borragine, mon amour”

  1. Mea culpa, è moltissimo che non passo da questa parti, mi ero persa la nuova veste grafica che mi piace moltissimo! Sono tornata attirata da questa pianta meravigliosa (che bellissima foto a proposito, così luminosa!), che a me un po’ sfugge, nel senso che vicino casa non riesco a trovarne. Sono stata però a conoscere una persona di recente che ne ha grossi cespugli in giardino, stavo giusto premeditando una nuova visita per fare il pieno di fiori e foglie. Ho conosciuto una donna tempo fa, ottima cuoca, che mi ha fatto provare i fiori fritti…una goduria incredibile! Ma non credo sia il modo migliore per sfruttarne le meravigliose proprietà :-)
    A presto Beatrice, prometto di tornare più spesso, anche perchè mi conviene, viste le mille ispirazioni che ci sono qui a casa tua.

  2. Come forse saprai sono appassionata di piante spontanee ma la borragine dalle mie parti proprio non la trovo. Siccome piace moltissimo anche a me, pensavo di seminarne un po’ nell’orto. Non sarà come raccoglierla nei campi ma… mi accontenterò!
    Un abbraccio
    Francesca

    1. Ciao Francesca, se può consolarti neanche qui cresce spontanea. Si è inselvatichita solo perché ne ho seminata tanta in giro. Prova a coltivarla e vedrai che anche da te inizierà a moltiplicarsi. Un abbraccio, Beatrice

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