La “Super” Renna di Ambra

SuperrennadiAmbraxx

Ve l’ho già detto, questo dicembre è iniziato in modo frenetico,: telefonate fiume con lo staff della Rai per raccogliere materiale e organizzare al meglio le riprese, ricerca matta e disperata di foto mie da piccola e di tutti i momenti cruciali della mia vita, quelle delle bimbe, e last but not least sistemare, pulire e riordinare la casa, il giardino, l’agriturismo, il laboratorio, in modo da renderli presentabili come set per le nostre interviste e le riprese. Insomma, come potete ben capire, nelle settimane scorse ho avuto molto da fare ;-)

Se poi ci aggiungiamo che nel mezzo abbiamo fatto l’albero di Natale, il presepe e abbiamo tirato fuori tutte le decorazioni, addobbi, e lucine varie e ci abbiamo addobbato tutta la casa. E che nel frattempo ho avuto ospiti all’agriturismo, e abbiamo piantato altre 300 piante di lavanda. Bhé, mi fermo qui perché altrimenti stramazzo anche solo a raccontarlo.

Non ho avuto quindi molto tempo a disposizione per fare insieme ad Ambra i nostri soliti lavoretti natalizi, spero da ora in poi di riuscire a recuperare. In vista del Natale avevo comunque preparato per le bimbe un grande scatolone con dentro tanti materiali diversi per i loro lavoretti creativi: feltro, glitters, colla a caldo, fili di lana, rotoli di carta igienica, tappi in plastica, occhi movibili, ecc.

Uno scatolone per avere a portata di mano tutti i materiali necessari per creare quello che volevano, anche senza di me, Anche perché ormai sono abbastanza grandi, e in questi anni mi sembra di avergli fornito abbastanza strumenti per poter camminare anche da sole.

In un pomeriggio freddo e piovoso mentre stavo facendo un’intervista telefonica con la Rai, una delle tante, Ambra ha creato  completamente da sola e dal nulla questa piccola grande Renna, fatta quasi completamente con materiali di riciclo. Una renna talmente simpatica e con lo sguardo birichino che ogni volta che le passo davanti riesce a strapparmi un sorriso, anche nelle giornate più grigie.

SuperrennadiAmbrax4

Ecco come realizzarla:

MATERIALE

- 2 rotoli di carta igienica

- un tappo di bottiglia in plastica

-  cartoncino di riciclo

- forbici

- colla a caldo

- occhi movibili (noi li abbiamo presi da Tiger)

- feltro

- lana

- forbici

- colori acrilici

- pennarello indelebile

PROCEDIMENTO

- Colorate i due rotoli di carta igienica di marrone.

- Con la colla a caldo incollate gli occhi movibili e il tappo di bottiglia; disegnate con un pennarello indelebile la bocca.

- Incollate con la colla a caldo i due rotoli insieme

- Da un cartoncino riciclato ritagliate le sagome delle corna della renna, Ambra per disegnarle si è ispirata ad una formina da biscotti. Le ha ritagliate e vi ha incollato sopra un foglio di feltro, ritagliato anche lui seguendo la sagoma delle corna.

SuperRennadiAmbrax3

- Ambra ha poi disegnato le zampette posteriori e anteriori su un cartoncino riciclato, le ha colorate, ritagliate e incollate sul rotolo, sempre con la colla a caldo.

SuperrennadoAmbrax6

- Per finire ha arrotolato del filo di lana bianca e l’ha incollato sul sedere della renna, per fare la coda.

SuperRennadiAmbrax7

Ed ecco pronta in circa mezz’ora la “super” renna, l’abbiamo chiamata così perché è molto alta.

La potete regalare a qualcuno di caro, usare come decorazione natalizia, come centro tavola, o come segnaposto. Dovunque la metterete porterà con sé un sorriso. Promesso ;-)

 

 

 

Ghirlanda di Natale fuoriporta fai-da-te con le erbe aromatiche

GhirlandaNatalefuoriportafaidatex2

Dopo aver preparato il Calendario dell’Avvento, lo scorso fine settimana abbiamo fatto anche l’Albero di Natale, con grande gioia abbiamo riaperto la scatola delle decorazioni che per noi è anche una scatola piena di ricordi.  Ora non ci resta che preparare il Presepe in pasta di sale, quando i tantissimi impegni che dicembre sta portato con sé, e tante emozionantissime novità di cui per ora non posso parlare, ma che presto vi svelerò, ce lo permetteranno.

Nel frattempo ho pensato di decorare la porta di entrata con una Ghirlanda natalizia, da realizzare in poco tempo con materiali naturali e “poveri”, tutti disponibili in casa e nel giardino.

Per crearla ho usato le mie adorate erbe aromatiche, così che la mia ghirlanda oltre ad avere una funzione decorativa , accolga i nostri ospiti con un caldo e delizioso profumo.

Ecco i materiali necessari per realizzarla:

MATERIALI

  • Corona di rami intrecciati
  • rami di rosmarino
  • rami di santolina
  • rami con bacche di rosa canina
  • fil di ferro
  • sacco in juta
  • forbici
  • nastro

PROCEDIMENTO

Tempo di realizzazione: 30 minuti.

- Come base delle mia ghirlanda ho riciclato la corona fatta con rami intrecciati che avevo già usato qui.

Ghirlandamimosax3

GhirlandaNatalefuoriportafaidatex3

- Con il fil di ferro ho legato i rametti di santolina intorno alla corona. La santolina è una pianta aromatica che ha un intenso profumo e che è presente nel mio giardino sotto forma di grossi cespugli color argento. In estate questi cespugli fioriscono con dei bellissimi fiori simili a bottoni di un colore giallo oro.

- Ho poi sovrapposto i rami di rosmarino e li ho fissati con il fil di ferro.

- Ho tagliato delle strisce da un sacco di juta, quelli che io uso per i nostri fagioli, e le ho annodate intorno alla ghirlanda.

- Ho inserito dei rami con bacche di rosa canina dentro alle strisce di juta annodate e tra i rametti di rosmarino e di santolina, per dare un tocco di rosso alla ghirlanda.

GhirlandaNatalefuoriportafaidatexx2

- Ho legato un nastro nell’estremità superiore della ghirlanda e l’ho appesa, con un chiodo, alla nostra porta di casa.

GhirlandaNtalefuoriportafaidatex1

 

 

Calendario dell’Avvento fai da te riciclando i barattoli di vetro

 

CalendariodellAvventofaidatebarattolivetro1

Quest’anno il nostro Calendario dell’Avvento fai da te e’ all’insegna del minimalismo, della semplicità e della luce. Ho pensato di scandire i giorni che ci avvicinano al giorno più magico dell’anno, il Natale, con dei barattoli di vetro riciclati trasformati in portacandele, numerati da 1 a 25, e decorati a tema natalizio .
Ogni sera accenderemo una candela in più ed ogni sera sentiremo diffondersi nel nostro podere la magica attesa per la nascita di Gesù Bambino e l’arrivo di Babbo Natale.

Un Calendario dell’Avvento fai da te molto semplice, fatto con pochi materiali, per lo più riciclati, da realizzare insieme ai vostri bambini che si divertiranno a decorare ogni barattolo in modo diverso.

Nella foto qui sotto vedete i materiali necessari per realizzarlo:

Podere Argo

MATERIALE

- 25 contenitori di vetro riciclati, meglio se di misure e forme diverse
– pennarello indelebile color oro
– sale grosso
– candele (noi abbiamo riciclato delle candeline Ikea )
– stoffa colorata
– nastri e pizzi
– forbici
-colla a caldo

PROCEDIMENTO

- Scrivete su barattoli, con il pennarello indelebile color oro,  i numeri dall’ 1 fino a al 25. Potete fare altre decorazioni usando la colla a caldo glitter (no l’abbiamo trovata da Tiger), Ambra ha ripassato i numeri per evidenziarli meglio e ha fatto dei decori a fiocchi di neve su alcuni vasetti.
– Tagliate con le forbici delle strisce di tessuto a tema natalizio, dei nastri o delle strisce di pizzo e annodatele intorno alla bocca del vaso. Se volete fissarli meglio potete usare la colla a caldo.
– Riempite i vostri vasi con del sale grosso, potete scegliere voi quanto riempirli, noi li abbiamo riempiti solo fino alla base del numero.
– Mettete un lumino dentro ciascuno barattolo ed ecco pronto il vostro Calendario dell’Avvento.

Ora non vi resta che accendere ogni sera la candelina con la data del giorno e aspettare che arrivi il Natale.

Un calendario mobile e molto versatile, che ci da la possibilità di usare  il barattolo del giorno come romantico centrotavola durante le cene in cucina, in compagnia della nostra fedele stufa a legna.

Ed è stata proprio la foto del nostro Calendario fai da te con cui ho inaugurato il mio primo #PtitZelda2014 su Instagram, il gioco di condivisione fotografica che cerca piaceri piccolissimi ma irrinunciabili lungo tutto il mese di dicembre, ideato da Camilla, alias Zelda was a writer.

IMG_1721

 

I Fagioli Biologici del Podere Argo

Fagiolibiologicicollage Nella frenesia di questo dicembre che sta scorrendo davanti ai miei occhi alla velocità della luce, non ci posso credere che siamo già arrivati al 15, mi sono dimenticata di dirvi che i nostri fagioli sono finalmente pronti per la vendita, insacchettati e soprattutto etichettati con il marchio biologico.

Ma prima di parlare dei fagioli voglio condividere con voi una notizia meravigliosa, venerdì e sabato scorsi, il Podere Argo e i suoi dintorni, sono stati il set di una puntata del programma televisivo di Rai 3 Sconosciuti.

Una troupe, fatta di gente stupenda, è venuta qui a intervistarci e a riprendere le nostre vite, e a parlare del nostro passato.  Un’esperienza unica, essere sotto i riflettori e ripercorrere partendo dalla propria infanzia tutta la propria vita. E’ tutto così magico e incredibile che ancora stento a credere che sia successo davvero e che presto ci vedremo dentro ad uno schermo televisivo..

Ma ora, lasciata da parte l’euforia, passiamo invece a parlare di cose concrete e terra a terra, ossia le nostre cinque varietà di fagioli, che quest’estate ci avete visto seminare, e poi nascere.

I Fagioli Borlotti

FagioliBorlottifoto6

I Fagioli Cannellini, 

FagioliCannellinifoto9

I Fagioli del Purgatorio, una varietà di fagioli che deve il proprio nome al pranzo del Purgatorio che da molti secoli si “celebra” ogni anno a Gradoli, in provincia di Viterbo, il Mercoledì delle Ceneri.
Questo pranzo, svolgendosi in un giorno di penitenza, doveva essere esclusivamente di magro ed era preparato dalla Confraternita del Purgatorio con le offerte in natura che ricevevano dai cittadini più fortunati per offrirli a quelli più bisognosi. I piatti serviti erano i fagioli, il coregone del Lago di Bolsena, pane e bruschette.
E’ un fagiolo di piccole dimensioni che si coltiva da secoli negli orti e nelle campagne dell’Alta Tuscia. Dal gusto molto delicato e con una buccia sottile che lo rende più digeribile ha una cottura veloce, anche senza ammollo.
Per il suo eccellente sapore, si presta per una cucina semplice, lessato e condito con Olio Extra Vergine di Oliva, cipolla e pepe.

FagiolidelPurgatoriofoto7

I Fagioli della Stoppia o Secondi, chiamati così perché venivano seminati dopo la mietitura del frumento, per permetterne la maturazione intorno alla fine di agosto. Dei fagioli di colore marrone e di dimensioni medie. Si cuociono facilmente ed hanno un sapore dolce.
Sono ottimi da usare nelle zuppe contadine, nelle minestre di pasta e fagioli, preparati in umido, o come contorno semplicemente lessati e conditi con sale, pepe e olio extravergine di oliva.

Fagiolidellastoppiafoto8

I Fagioli Verdolini, piccoli fagioli di un colore verde pallido, che dopo la cottura assumono un colore tra il grigio cenere ed il marroncino; dal gusto deciso, pastoso e dall’amido farinoso. Ottimi nelle minestre,  o conditi in insalata per chi ama i sapori forti.

FagioliVerdolinibiologici400g

Tutte le varietà le trovate in vendita in confezioni da 400 g nel nostro shop su Blomming o direttamente qui in azienda.

20141111_153006

FagioliCannellinieFagioliBorlotti2014

 

 

Fagioli biologici che hanno una storia da raccontare, di passione e amore per la terra e per i suoi frutti, la nostra. E se avrete un po’ di pazienza presto vi farò vedere anche tutte le fasi di coltivazione e lavorazione per arrivare al risultato finale, quello che vedete qui in questo post.

Enjoy <3

La smielatura: come estraiamo il nostro miele

Smielaturax2014xyx

Avete già visto il nostro miele millefiori pronto, invasettato, e vestito di nuovo, con le nuove etichette trasparenti a marchio biologico. Ma vi siete mai chiesti come si fa il miele, quali tipi di lavorazione sono necessarie per portare il miele, dalle arnie piene di api ai vasetti di vetro, quelli che vedete sugli scaffali dei negozi o dei supermercati ?

Quando porto gli ospiti dell’agriturismo a visitare il mio laboratorio di smielatura mi accorgo che quasi nessuno sa davvero come avvenga l’estrazione del miele , quali siano le sue fasi e gli strumenti utilizzati.

E come mi suggeriscono Viola e Ambra, molti bambini di città, non sanno neanche che il miele lo fanno le api.

Smielaturax201414

Oggi allora vi porterò con me in un viaggio all’indietro nel tempo, torneremo nel mese di luglio, quando per noi apicoltori arriva il momento più emozionante e gratificante, la smielatura, quando raccogliamo finalmente i frutti di un intero anno di lavoro e di cura delle nostre famiglie di api.

Le api ottengono il miele dal nettare o dalla melata e da ogni sostanza zuccherina raccolta sulle piante, che poi arricchiscono di sostanze provenienti dal loro corpo, trasformano, depositano nei favi e fanno maturare.

In primavera inoltrata e in estate, quando le fioriture sono al loro massimo e le api hanno abbondanza di nettare e quindi di cibo , noi apicoltori posiamo dei melari sopra al loro nido, cassette con telaini di cera che ci servono per raccogliere il miele che le api producono in eccedenza rispetto al loro fabbisogno, non togliamo invece alle api quello necessario per il sostentamento della famiglia.

Quando i melari sono riempiti di miele dalle api, e opercolati, ossia sigillati con uno strato di cera, ciò significa che il miele è maturo e pronto per essere estratto.  E’ a questo punto che dopo averli liberati dalle api i melari possono essere portati nella mieleria per procedere all’estrazione del miele.

Ed eccolo il nostro laboratorio del miele con tutti le attrezzature necessarie per estrarre il miele dai telaini dei melari:

  • Il Banco per disopercolare
  • Lo Smielatore
  • il Maturatore

LaboratoriomielePodereArgox

 DISOPERCOLATURA

- La prima operazione da fare quando si portano i melari in laboratorio è chiamata in linguaggio apistico disopercolatura, essa consiste  nel togliere lo strato di cera con cui le api chiudono e sigillano i favi. E’ necessario cioè aprire le celle in cui è immagazzinato il miele per permetterne la fuoriuscita e la sua estrazione.  Questa operazione viene fatta su un apposito banco in acciaio inox, detto appunto banco per disopercolare, sul cui fondo vi è una fitta griglia che trattiene la cera d’opercolo e lascia invece filtrare il miele che cola dai telaini disopercolati.

E’ qui che vengono messi i telaini, su un apposito leggio, una volta tolti dal melario,

Smielaturax201410

Smielaturax201411

Per togliere la cera che riveste il favo vengono usati i due attrezzi che vedete qui sotto: un coltello e una forchetta disopercolatori.

Smielaturax20149

La disopercolatura è un’operazione che io amo e che a noi apicoltori da una grande soddisfazione, è proprio ora che tocchiamo con mano il frutto del nostro lavoro e della nostra fatica.

Nonostante sia ormai da qualche anno che io la ripeto, ogni volta resto meravigliata dalla bravura e dalla precisione delle api. Ogni volta mi chiedo come facciano a costruire dei favi geometricamente perfetti, talmente perfetti che io anche dotata di riga e squadra avrei difficoltà a replicarli.

Smielaturax20141

Ogni volta mi emoziono e mi sento grata di avere il privilegio di trovarmi davanti ad uno dei più meravigliosi miracoli e misteri della natura.

Smielaturax20148

Smielaturax20142

MInuscoli insetti che sono capaci di creare meravigliosi capolavori, e in quel momento sono io a sentirmi davvero piccola di fronte a tanta bellezza e perfezione.

Smielaturax20144Viola e Ambra che mi hanno visto disopercolare e smielare da quando sono piccolissime e che in passato mi hanno anche aiutato, amano anche loro questo momento e ogni anno vogliono presenziare e assistere alle operazioni.

Smielaturax20141

Con la forchetta e il coltello libero le celle dallo strato di cera e faccio in modo che il miele sia libero di uscire.

Smielaturax20146

Smielaturax20145

Qui in basso vedete un telaino disopercolato a metà.

Smielaturax201412

Quando tutti i telaini sono disopercolati si passa alla seconda fase, quella della centrifugazione.

CENTRIFUGAZIONE

I telaini disopercolati vengono messi dentro ad uno smielatore, una centrifuga in acciaio inox che girando fa uscire, grazie alla forza centrifuga, il miele dai favi. Lo smielatore funziona a temperatura ambiente, per questo si dice che questa smielatura è a freddo, senza surriscaldamento del miele, in modo da mantenere le caratteristiche del prodotto inalterate. Io uso uno smielatore radiale a motore che può contenere fino a 9 telaini,  che io dispongo a raggera intorno all’asse centrale.

Smielaturax201413

Quando lo smielatore è tutto riempito, lo chiudo e aziono il motore facendo girare i telaini nei due sensi, orario e antiorario. La forza centrifuga fa uscire il miele dai favi che cade sul fondo dello smielatore.  Fino a qualche anno fa avevo uno smielatore manuale che girava con una manovella e tanto olio di gomito.

Quando i telaini sono completamente svuotati li rimetto dentro al loro melario e li riporto alle api così che li possano ripulire di tutti i residui di miele, saranno così pronti per essere riutilizzati nella stagione successiva.

FILTRAZIONE

Il miele caduto sul fondo dello smielatore lo faccio fuoriuscire attraverso l’apposito rubinetto e lo metto dentro a un secchio. A questo punto avviene la filtrazione del miele, in modo da eliminare le impurità ancora presenti, per fare questa operazione utilizzo filtri in acciaio inox di diverse misure, e una volta filtrato verso il miele dentro al maturatore a decantare, è questa l’ultima fase della smielatura.

La stessa operazione la faccio con il miele che si è depositato sul fondo del banco per disopercolare, raccolgo anche questo in un secchio di piccole dimensioni, lo filtro e lo verso dentro al maturatore.

La cera d’opercolo, la cera d’api più pura e più pregiata, rimasta sulla griglia del banco per disopercolare la lavoro e la riutilizzo in vari modi, come vi ho già spiegato qui.

DECANTAZIONE

La decantazione consiste nel far riposare il miele in grandi contenitori in accaio inox, chiamati maturatori, per almeno due settimane così da fare emergere in superficie le piccole impurità ancora presenti nel miele.

Smielaturax2014xxx

Trascorse le due settimane, prima di invasettare, faccio un’altra operazione chiamata schiumatura; questa consiste nell’eliminare la schiuma che si forma sulla superficie del miele,  composta da bollicine di aria formatesi durante la centrifugazione, ed eventuali impurità affiorate.

Ora il miele è davvero pronto per essere invasettato ed etichettato e per entrare nelle vostre case.

Enjoy :-)

Etichettamiele2014x

Dove festeggiare Halloween in Maremma

Tanti gli eventi organizzati per festeggiare la misteriosa notte di Halloween in tutta la Maremma.

A Montemerano, uno dei borgi più belli d’Italia, dal 31 ottobre al 1 novembre avrà luogo la Festa delle Streghe. Qui sarete coinvolti in un’atmosfera magica e divertente,  tra assaggi di prodotti stregati e pozioni magiche,  spettacoli acrobatici e magie di fuoco, musica dal vivo e danze.

red_10177281_10205133817413954_4481337288405842585_n
Se come me siete amanti della zucca non potete perdervi Zucche in Festa a Castell’Azzara,  dal 31 ottobre al 1 novembre, due giorni interamente dedicata a lei, la protagonista di Halloween. Durante la festa ci saranno mostre di zucche, zuccaperitivi, cene a base di zucca, spettacoli per bambini, concerti, ed anche un concorso che premierà la zucca più strana e la zucca più pesante.

red_zucche%20in%20festa

A Grosseto il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma venerdì 31 ottobre aprirà le sue porte dalle 17 alle 20 per offrire a grandi e piccini una vera e propria esperienza da brividi. Come per magia, infatti, in occasione della festa di Halloween, le sale del museo si animeranno, i fantasmi degli antichi personaggi etruschi e romani si risveglieranno riservando molte sorprese a tutti i partecipanti, che naturalmente saranno tutti mascherati.

 

red_halloween%20al%20museo

 

Last but not least , dal 30 ottobre al 2 novembre, a Sorano, ci sarà la tradizionale Festa delle Cantine, una festa non strettamente legata ad Halloween ma comunque molto caratteristica e suggestiva. In questi quattro giorni sarà infatti possibile passeggiare lungo le vie del suggestivo borgo e visitare le tredici cantine aperte per l’occasione, e qui degustare prodotti tipici e ottimi vini locali e  riscoprire antichi sapori e vecchie tradizioni. Il tutto accompagnato da musica e canti popolari.  Durante la festa ci sarà anche un mercatino dell’antiquariato e dell’artigianato. 

manifesto cantine 2014

E voi avete fatto già programmi per Halloween ? Come festeggerete ?

 

Bombolavande: sacchetti profumati con i fiori di lavanda biologica

20141026_111956

Un nuovo prodotto fatto a mano al Podere Argo, le nostre bomboniere profumate di lavanda, per rendere speciale il vostro giorno da ricordare.

I nostri sacchetti, fatti in stoffa di cotone con uno strato interno in tulle bianco, contengono i fiori essiccati della nostra lavanda biologica, che diffonderanno nell’ambiente un profumo fresco e delicato.

20141026_112010

Qui li vedete in una fantasia floreale, ma la stoffa, i colori e i nastrini sono tutti personalizzabili su richiesta.

20141026_112144

Perfetti come bomboniera per il vostro matrimonio, per il battesimo, la comunione, la cresima o una ricorrenza speciale saranno un regalo originale, gradito e soprattutto profumato per i vostri ospiti.

Da oggi li trovate in vendita nel nostro shop su Blomming.

Che ve ne pare ?  Vi piacciono ?

 

Portamatite mostruosi e riciclosi per Halloween

 

 

PortamatiteHalloweenxxx

Tra un confezionamento di fagioli e di miele e soggiorni di ospiti nel nostro agriturismo, qualche pomeriggio riesco ancora a dedicarlo a divertirmi con le mie bimbe, o meglio con la mia bimba, perché Viola che ha 13 anni inizia ad essere un po’ troppo grande per queste cose, facendo qualche lavoretto. Dato che Halloween è alle porte abbiamo deciso insieme ad Ambra di provare a creare qualcosa a tema mostruoso.

Per realizzare questi portamatite abbiamo rubato l’idea a Violae al  delizioso portapenne, che mi aveva regalato per un mio compleanno, da tenere sulla mia scrivania. Un’idea molto semplice ma creativa e riciclosa, proprio come quelle che piacciono a noi.

Questi spaventosi portamatite, realizzabili in pochi minuti e con quasi tutto materiale di riciclo, si possono adattare  a diventare qualsiasi cosa, basta usare un po’ la fantasia e loro si trasformano a vostro piacere. Possono decorare la vostra casa, messi su una scrivania possono spaventare qualcuno, possono diventare dei mostruosi segnaposto sulla vostra tavola di Halloween, o portatovaglioli, o addirittura portaposate, e perché no possono essere usati anche per una festa a tema.

Insomma una volta che li avrete in casa non smetterete più di divertirvi con loro e di inventarvi nuove storie e nuovi utilizzi.

Ecco come realizzarli:

Materiale occorrente:

- Un rotolo di carta igienica

- un calzino spaiato bianco

- occhi ballerini di varie misure

- pennarelli indelebile (noi abbiamo usato Sharpie)

- elestici

- 2 mollettine

Procedimento

Il procedimento è semplicissimo:

  • Prendete un rotolo di carta igienica e infilatelo dentro la vostra calza bianca spaiata, non credo sarà difficile trovarla vero ? ;-)
  • Coprite tutto il rotolo di carta igienica con la calza, l’estremità della calza in eccedenza infilatela dentro alla cavità del vostro rotolo.  Avrete così ottenuto in pochissimi minuti il vostro contenitore.

Portamatitemostmatihalloween1

Ora potete sbizzarrirvi nel creare i mostri più mostruosi che esistono. Noi abbiamo creato uno spaventoso fantasma/vampiro. Ambra ha disegnato la bocca spalancata e i canini con i pennarelli indelebili, ha poi attaccato due occhi ballerini, di diversa misura per rendere il fantasma ancora più spaventoso. Abbiamo poi deciso di aggiungergli le mani, inserendo dentro alla calza una pallina di carta igienica e fermandola con un elastico.

PortamatiteHalloween2

Il secondo mostro che Ambra ha voluto creare è Frankestein, con i chiodi nelle tempie (le piccole mollettine) e i capelli alti in testa (il pezzo di carta colorato, ritagliato e infilato nel rotolo.

PortamatiteHalloween3

Ambra ha disegnato le cicatrici e la bocca mostruosa, ha aggiunto gli occhi ballerini, e poi come per il primo mostro abbiamo fatto insieme le mani, infilando nel calzino una pallina di carta igienica e fermandola con un elastico. Ecco pronti in pochi semplici passi i vostri Portamatite mostruosi per Halloween.

Una volta passata la festa potete sempre smontarli e se siete abbastanza fortunati da trovare la calza compagna, indossarle nuovamente e spaventare tutti ;-)

Happy Halloween !!

 

 

 

 

 

La nostra nuova linea di cosmetici naturali alla lavanda

20141010_115503

E’ con immensa gioia che vi annuncio la nascita della mia nuova linea di cosmetici per il corpo alla lavanda biologica, una linea tutta naturale, senza componenti chimici,  senza ogm e non testata sugli animali.

Un sogno che avevo nel cassetto da molto tempo e che finalmente sono riuscita a realizzare, quello di utilizzare il mio olio essenziale di lavanda per creare dei prodotti di qualità per il benessere del corpo.

La mia linea alla lavanda è composta per il momento, ma conto di ampliarla in futuro, da uno Shampoo alla lavanda bio

Shampooallalavandabio

Uno shampoo che grazie alla presenza del’olio essenziale di lavanda esercita sul cuoio capelluto un’azione particolarmente rinfrescante e stimolante dell’irrorazione sanguigna. E’ inoltre facile da applicare e da sciacquare e rende il capello lucente e pieno di profumata freschezza. La sua formula neutra lo rende adatto ad un uso frequente o quotidiano.

Un Bagnodoccia alla Lavanda Bio

Bagnodocciaallalavandabio

Ideale per lavare via le tensioni e lo stress di una giornata pesante. Tensioattivi naturali e il nostro olio essenziale di lavanda biologico proteggono la pelle dalla disidratazione e le garantiscono una piacevole sensazione di morbidezza e setosità.

E last but not least Un Olio rilassante alla Lavanda Bio

Oliorilassanteallalanda

Questo Olio alla lavanda svolge una benefica azione equilibrante sulla pelle. Il suo profumo delicato armonizza e aiuta a rilassarsi. La sua composizione, a base di finissimo olio di vinaccioli ed olio di sesamo, è ricca di acidigrassi insaturi che aiutano a mantenere la pelle morbida e levigata.
Dopo una giornata di stress, un delicato massaggio con il nostro Olio alla Lavanda Bio regala benessere a corpo e mente.

Tutti e tre i prodotti li trovate in vendita nel nostro shop su Blomming, o direttamente qui al Podere Argo.

Noi li abbiamo già provati e apprezzati. E voi volete farvi coccolare dalla nostra lavanda bio ?

Enjoy :-)

 

 

 

 

 

 

 

Mille e una storia

 

Marino3

Questo è il post che non avrei mai voluto scrivere, perché questo è il post in cui la storia di Marino, il mio adorato vicino di casa, finisce, per sempre.

Marino ci ha lasciati la settimana scorsa, a 91 anni, dopo un lungo via e vai tra ospedali e casa di cura.  Era già da tempo che il suo stato di salute si era aggravato; dopo svariate cadute il suo corpo forte e tenace aveva iniziato a cedere.

L’ultima volta che ero andata a trovarlo in ospedale, pochi giorni prima della sua morte, aveva ancora gli occhi vispi e lucidi, ma faceva fatica a parlare. Tenendogli stretta la mano gli avevo detto quanto mi mancasse al podere, quanto io sentissi la sua mancanza e di quanto io avessi bisogno di lui. Poi per tirarlo su di morale avevo scherzato sul suo passato avventuroso durante gli anni della guerra, sui suoi numerosi viaggi, sulla sua prigionia in Algeria, che contrariamente alle aspettative si era rivelata uno dei periodi più felici della sua vita.

La terribile notizia della sua morte mi è arrivata, da un mio vicino, mentre stavo lavorando in giardino e lo stavo pensando. Inizialmente paralizzata e attonita, un attimo dopo sono stata sommersa da un fiume di parole, racconti, episodi, condivisi con lui.  Come se solo in quel preciso istante io avessi preso piena coscienza del vero valore di averlo conosciuto e di avere condiviso con lui così tanto tempo insieme. Solo allora mi sono resa conto del grande tesoro che Marino mi aveva lasciato in eredità, il racconto della sua vita, la sua esperienza, la sua saggezza, i suoi errori, i suoi successi.  Mi aveva regalato tutto, con una generosità senza limiti.

Mille storie, che ogni giorno mi risuonano nella mente, negli occhi e nel cuore, in ogni istante, mentre sono dentro casa o fuori in giardino. Marino se n’è andato, ma ogni albero, ogni fiore, ogni pianta, ogni essere animato, continua a raccontarmi le sue meravigliose storie, tutto continua a parlare di lui, di noi e della nostra amicizia.

Ciao Marino, ti voglio bene e non ti dimenticherò mai.

 

Il nostro miele millefiori bio pronto ed etichettato

Etichettamiele2014x

Questa volta il motivo della mia prolungata assenza dal blog è solo in parte mia. Siamo rimasti senza collegamento ADSL per più di una settimana, guasti tecnici alla linea, queste le cause decretate dal nostro gestore. Perché qui in campagna tutte le linee sono un po’ ballerine e metereopatiche, vanno e vengono cioè a seconda del tempo. Quando piove, ci sono i temporali, o quando soffia la tramontana tutto è a rischio e niente è assicurato, o quasi. Se avete visto il film Il Ciclone potete capire di cosa parlo :-)

Non sono stata on line, ma off line il lavoro, di sicuro, non mi è mancato; anzi, questa è stata una buona occasione per concentrarmi sulla preparazione delle varie etichette, sul confezionamento dei fagioli, e sull’ ideazioni di nuovi prodotti.

Per quanto riguarda il nostro miele millefiori bio, di cui presto vi farò vedere tutte le fasi di smielatura, quest’anno ho voluto dargli un vestito nuovo, una nuova etichetta. Un vestito trasparente che lasciasse trasparire, appunto, in tutto il suo splendore, solo lui, il protagonista, il frutto di tanto lavoro e di tanta passione da parte delle nostre api.

Sembra una cosa banale, ma dietro ad una semplice etichetta c’è molto lavoro, ricerca, impegno, e quando si tratta di un’etichetta di un prodotto biologico, tutto ciò aumenta.

Etichettamieleb2014x

L’etichetta dei prodotti biologici devono infatti rispettare delle rigide norme stilate dalla Comunità Europea anche da un punto di vista grafico, solo per dirne una, la bandierina verde con le stelle, il logo bio europeo, deve avere delle determinate misure prestabilite.

Etichettamielec2014x

Una volta elaborata l’etichetta con il grafico, questa va poi inviata all’ente certificatore, nel mio caso la Bioagricert, il quale deve dare la sua approvazione, e solo dopo questa approvazione i prodotti possono essere etichettati e messi in vendita.

Io sono molto soddisfatta del risultato, e voi cosa ne pensate ? Vi piace la nostra nuova etichetta ?

Il nostro miele millefiori in confezioni da 1 kg e 500 g lo trovate in vendita in azienda e agriturismo o tramite spedizione in tutta Italia.

Ora devo preparare le etichette di tutte le varietà dei nostri fagioli biologici.

A presto e stay tuned ;-)

 

 

DIY Come moltiplicare la lavanda per talea

 

Talealavanda2

A settembre la lavanda dovrebbe essere già tutta sfiorita e potata, ma in quest’anno pazzo, la nostra non ha ancora smesso di fiorire e di emettere nuove spighe.

Se come me amate questa pianta alla follia, e non ne avete mai abbastanza, questo è il periodo dell’anno in cui potete moltiplicarla per talea.

La moltiplicazione per talea è infatti il modo più efficace, ed anche molto facile, per moltiplicare la lavanda. Un’operazione deve essere fatta a fine estate, quando la fioritura è conclusa.

Per ottenere delle talee si prelevano delle piante dei rametti, della misura di cm 10 o 15, con almeno tre o cinque foglie. Il taglio delle talee deve essere netto, utilizzando un coltello o delle forbici ben affilate, così da evitare lo sfilacciamento del fusto al livello del taglio.

Talealavanda1

Per facilitare poi il radicamento della talea si usa la polvere radicante, un ormone che favorisce l’emissione di nuove radici. La polvere radicante si può acquistare nei negozi di giardinaggio o negli empori agricoli, oppure si può autoprodurre utilizzando la corteccia del salice piangente, qui trovate la ricetta e tutte le spiegazioni per prepararla.

La talea va prima immersa, nel punto del taglio, nell’acqua e poi nella polvere radicante, poi va scossa per eliminare la polvere in eccesso.

A questo punto è pronta per essere interrata in piccoli vasetti; il substrato ideale per il radicamento della talea è un misto di torba e di sabbia grossolana.

Nei primi giorni, dopo l’interramento delle talee,  è consigliabile  coprire la futura piantina con un foglio di plastica trasparente, una sorta di cappuccio, facendo attenzione di tenere sempre il terreno umido.

Quando vedrete sulle vostre piccole talee comparire dei nuovi germogli avrete il segnale inequivocabile che la vostra pianta ha radicato.

Buone talee e buona fortuna :-)

Talealavandapin

Quadri fioriti, e bentrovati !

Quadrifioriticollage

Bentrovati !

Eccomi di nuovo qui dopo una lunga assenza dovuta, ahimé, non ad una vacanza, ma ad un grosso carico di lavoro.

E’ stata un’estate intensa, piena e a tratti anche molto pesante, che però guardandomi alle spalle ha lasciato dietro di sé anche tante soddisfazioni.

Un’estate che avrei voluto raccontarvi passo passo, dopo la raccolta della lavanda, quella del miele e poi quella dei fagioli, mentre in contemporanea nell’agriturismo vi era uno scorrere continuo di ospiti che partivano e arrivavano, e poi l’orto sinergico da curare e tenere a  bada.

Un’estate imprevedibile, con un tempo capriccioso e ballerino, da prendere così alla giornata, senza potere fare dei veri programmi. Un’estate, per quanto riguarda le coltivazioni, completamente sfasata, in ritardo su tutto, con la lavanda che non smetteva di fiorire, i fagioli che non seccavano, le api che non smettevano di raccogliere miele.

Io però, in tutta questa grande confusione, qualche piccolo momento di gioco, di relax e di creatività me lo sono concesso.

Prima di iniziare a raccontarvi tutto ciò che ho raccolto in questa pazza estate  ho deciso di mostrarvi dei piccoli quadri fugaci e temporanei, chi mi segue su Instagram li ha già visti, che ho creato con quello che  avevo intorno: fiori, foglie, steli, semi.

Dei quadri che durano giusto il tempo di uno scatto, di una fotografia, per poi sparire trasportati dal vento.

Quadrifioriti2 Quadrifioriti3 Quadrifioriti4 Quadrifioriti5 Quadrifioriti6 Quadrifioriti7 Quadrifioriti8 Quadrifioriti9 Quadrifioriti10

Quadrofiorito11

Un forte abbraccio e a presto :-)

 

Plumcake al limone e lavanda, senza glutine

Plumcakelimonelavandax1

Questa strana estate sta scorrendo più veloce del vento. Un’estate atipica, che ci ha costretto a restare dentro casa più del solito, dato che nel mese di luglio i giorni senza pioggia si contano sulle dita di una mano.

Un’estate scombussolata, con fioriture posticipate o prolungate, che hanno comportato di riflesso una totale sfasatura della produzione di miele da parte delle api.  Non avevo mai visto le api bottinare la lavanda ai primi di agosto.

Per consolarmi e calmare il mio nervosismo, perché per chi lavora la terra stare rinchiusi in casa in estate è davvero dura, sapendo tutto quello che ci sarebbe da fare fuori e vedendo le erbacce crescere ogni giorno di più senza potere fare nulla, ho provato alcune ricette con la lavanda che avevo in testa da tempo.

L’abbinamento limone + lavanda è uno dei miei preferiti, un sapore rinfrescante, il sapore che dovrebbe avere l’estate. Ho pensato allora di prendere una ricetta già collaudata con successo tantissime volte, il plumcake al limone di Isa senza glutine, e aggiungerci dei fiori di lavanda.

Ecco la ricetta del Plumcake al limone e lavanda senza glutine:

INGREDIENTI

- 4 uova

- 250 g farina di riso bio Vital Nature

- 250 g di zucchero di canna integrale bio

- 113 g di olio e.v.o.

- 50 ml di latte

- il succo e la scorza di un limone bio

- un cucchiaio di fiori di lavanda vera bio freschi

- 1 bustina di lievito per dolci  (presente nel Prontuario AIC o riportante la dicitura «senza glutine»)

PROCEDIMENTO

- Mettete i fiori di lavanda freschi nel latte e lasciate in infusione per un’ora.

- In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero, aggiungete la scorza di un limone grattugiata, l’olio, il succo del limone, la farina e la bustina di lievito. Aggiungete il latte con i fiori di lavanda e mischiate bene.

Versate l’impasto in uno stampo per plumcake e infornate nel forno preriscaldato a 170° per 45 minuti circa.

Fate raffreddare e cospargete con lo zucchero a velo (presente nel Prontuario AIC o riportante la dicitura «senza glutine»).

Plumcakelimonelavandax5Perfetto per una colazione estiva, o per una merenda rinfrescante, questo Plumcake si adatta ad ogni tipo di situazione.

Io l’ho portato a Gubbio, quando sono stata a trovare Viola e Ambra a casa dei miei genitori, ed è stato molto apprezzato. Anche da Viola e Ambra che solitamente non gradiscono molto i dolci alla lavanda ;-)

Plumcakelimonelavandaxx1

Buona estate e Happy Gluten Free !

Stuzzichini al caprino, timo e lavanda, senza glutine

Bastoncinialcaprinotimolavanda3

Da quando Silvia del blog Pane e Pomodoro me ne ha parlato in un commento ad un mio post, questi bastoncini al caprino, timo e lavanda, o come li ho rinominati io, stuzzichini, mi hanno stuzzicato subito e molto, scusate il gioco di parole.

Ormai l’avrete capito che sono pazza per la lavanda e che amo usarla in tutti i campi, soprattutto in cucina.

Ho così provato a farli lo scorso fine settimana, quando sono andata a trovare Viola e Ambra a  Gubbio, dove stanno trascorrendo qualche giorno con i nonni, le zie e i cugini.

Il risultato è stato molto apprezzato tra gli adulti, i bambini non hanno gradito; deve piacere la lavanda, perché il suo aroma è forte e deciso. L’unico inconveniente che ho riscontrato con la farina di riso, e che mi succede sempre anche nella preparazione dei biscotti senza glutine, è che è molto friabile e se non si fa attenzione gli stuzzichini si spezzano.

Ecco la ricetta degli stuzzichini al caprino, timo e lavanda, uguale a quella di Paneepomodoro, solo in versione senza glutine.

INGREDIENTI

  • 180 g di farina di riso bio
  • 1 tuorlo
  • 60 g di burro
  • 150 g di caprino fresco
  • 60 g di burro
  • 4 rametti di timo
  • 6 fiori di lavanda vera fresca
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

 PROCEDIMENTO

  • In una ciotola mettete i fiori di lavanda e il timo lavati e sgranati. Aggiungete il burro, il tuorlo, il caprino, il sale e il pepe e mescolate bene tutto.
  • Unite la farina e impastate fino ad ottenere una frolla liscia.
  • Mettete l’impasto in frigorifero a riposare per un paio di ore, coperto con della pellicola trasparente.
  • Stendete poi la frolla a 1 cm di spessore e tagliate dei bastoncini di circa 10-12 cm di lunghezza.
  • Disponete i bastoncini su una teglia con la carta da forno e cuoceteli nel forno preriscaldato a 180°C per circa 15 minuti.
  • Fate raffreddare su una griglia, muovendoli con delicatezza e facendo attenzione che non si spezzino.

Bastoncinicaprinotimolavanda1

Bastoncinicaprinotimolavanda2

Noi li abbiamo mangiati a pranzo, come antipasto, accompagnati da formaggi e salumi vari.

Possono essere anche un’ottima idea anche per una festa o un aperitivo gluten free :-)

Un’ottima annata

Unottimaannatax1La settimana è iniziata con la raccolta della lavanda, che abbiamo fatto lunedì, molto in ritardo rispetto all’anno scorso, perché a causa delle tante piogge, la lavanda non ha mai smesso di fiorire e di conseguenza di essere bottinata dalle nostre api.

Unottimaannatax3

Un lavoro molto più lungo e faticoso rispetto all’anno scorso, dato che le nostre piante sono molto cresciute ci vuole molto più tempo per tagliare a mano, con il falcetto, le spighe di lavanda.

Unottimaannatax2

Unottimaannatax5

Per fortuna poi il meteo è stato clemente e ci ha regalato un’intera giornata di sole, un’eccezione davvero in questo luglio così piovoso, che abbiamo sfruttato fino alle ultime ore della sera. Abbiamo finito  alle nove e mezza e poi stanchi e sfiniti, abbiamo messo le spighe in grandi sacchi di tela, pronte per essere caricate e portate a distillare.

La mattina seguente, con la macchina carica di enormi sacconi con circa 200 kg di lavanda, sono andata, nella stessa azienda agricola biologica dell’anno scorso, ma questa volta da sola, a distillarla.

Ero emozionata di rivivere e di assistere, ancora una volta, a tutte le fasi della distillazione e anche molto ansiosa di scoprire che resa avrebbe avuto quest’anno.

Come vi avevo già raccontato l’anno scorso la lavanda, dopo essere stata scaricata, è stata messa in un silos sottoterra, pressata, e poi con un montacarichi, trasportata dentro al grandissimo distillatore.

Unottimaannatax7

Guardate quanto è aumentata la nostra lavanda, rispetto all’anno scorso.

Distillazione201314

Unottimaannatax8 Il distillatore è stato chiuso ed è stata azionata la corrente di vapore che distilla ed estrae l’olio essenziale dalla lavanda.

A questo punto non c’è stato altro da fare che aspettare per vedere quanto avrebbe reso la nostra lavanda, vale a dire quanto olio essenziale avrebbe prodotto.

Unottimaannatax9

Mentre vedevo scendere l’olio, raccolto con un misurino graduato dalla responsabile, non potevo credere ai miei occhi, non avevo neanche osato sognare in un raccolto così abbondante. Quest’anno siamo riusciti ad ottenere una quantità d’olio essenziale di lavanda di tre volte superiore a quella dell’anno scorso.

Due litri e ottocento di pura gioia, di amore, di passione e di soddisfazione nel vedere tutte le nostre fatiche, speranze, e sogni materializzarsi in un olio prezioso e profumato.

Sì, il 2014 è stata sicuramente un’ottima annata per la nostra lavanda :-)

 

Torta di pan di spagna con crema di more selvatiche e lavanda

TortaAmbra9x

Per la festa di compleanno di Ambra, ho preparato la solita torta di pan di spagna che poi di volta volta farcisco e ricopro in modo sempre diverso, a seconda delle richieste e dei gusti di Viola e Ambra.  Qualche volta ho usato la pasta di zucchero, altre la panna montata, altre la frutta, questa volta ho voluto provare, ispirata da questa torta di Pici e Castagne vista su Instagram, a rivestire la mia torta con una crema a base di mascarpone e sciroppo di more selvatiche. Al momento di decorarla, dato che ora la lavanda è tutta in fiore, mi è venuto naturale usarne i fiori insieme ad altri fiorellini gialli, e senza volerlo (o forse sì) la crema ne ha assorbito l’aroma, tanto che tutti quelli che l’hanno assaggiata mi hanno chiesto se la torta era alla lavanda.

E’ stata la prima volta, dopo tantissimi anni nemmeno riesco a calcolare quanti, che ho rifatto il pan di spagna con il glutine, Viola era via al campo scout e io ne ho approfittato per cucinare con il glutine. Che strana sensazione.

Ecco la ricetta della torta:

 INGREDIENTI

PAN DI SPAGNA (questa ricetta è ottima sia per la versione con glutine che senza glutine, sperimentata personalmente tantissime volte)

- 4 uova

- 160 g zucchero

- 180 g farina

- 1 bustina di lievito per dolci

FARCITURA

- Nutella

-Latte

CREMA

- 500 g Mascarpone

- sciroppo di more selvatiche

- zucchero a velo

PROCEDIMENTO

  • Separate i bianchi dai rossi delle uova. Montate a neve i rossi con lo zucchero e separatamente montate a neve i bianchi. Unite delicatamente e incorporate lentamente farina e il lievito.
  • Infornate nel forno preriscaldato a 180° per 15 min. Verificate la cottura con uno stuzzicadenti.
  • Tirate fuori dal forno, fate raffreddare, e togliete dalla teglia.
  • Aspettate che la torta si sia completamente raffreddata, poi tagliatela in due e bagnate le due metà con del latte.
  • Farcite la torta con la nutella e richiudetela.
  • Preparate lo sciroppo di more selvatiche facendo sciogliere in un pentolino lo zucchero con le more (io ho usato le more che avevo raccolto e surgelato). Cuocete a fuoco basso fino a quando lo zucchero non si è sciolto completamente. Fate raffreddare.
  • Aggiungete lo sciroppo ottenuto al mascarpone e allo zucchero a velo. Mescolate beneTortaAmbrax7
  • Spalmate delicatamente la crema sulla torta.TortaAmbrax5
  • Decorate la torta  con i fiori di lavanda e altri fiori a piacere.

BuffetsanoegolosoAmbrax7

TortaAmbrax2014

Buon appetito !!

 

La lavanda e altre meraviglie

DSC_6562

Il mese di luglio per me è diventato ormai sinonimo di lavanda, di bellezza e di felicità. Perché è in questo mese che la lavanda sfoggia il suo vestito più bello, tinto di viola sgargiante e profumato.

DSC_6575La fioritura della lavanda è una delizia per gli occhi che però dura solo qualche settimana, prima della falciatura per distillarla ed estrarne il prezioso olio essenziale. Per riuscire a cogliere e fermare l’attimo fuggente quest’anno ho voluto immortalare la fioritura con un servizio fotografico del mio amico fotografo Antonio Totaro.

DSC_6601

Meraviglie tra la meraviglie, insieme alla lavanda ho fatto fotografare anche i miei due gioielli, le mie bimbe, che ormai tanto bimbe più non sono, proprio come la lavanda anche loro stanno crescendo a vista d’occhio.

DSC_6613

DSC_6605

DSC_6619

DSC_6657

DSC_6593

Non potevano mancare neanche loro, le nostre infaticabili api, che in questi giorni stanno lavorando a ritmi frenetici per bottinare i fiori di lavanda. Questi scatti sono tutti per loro.

DSC_6662

DSC_66624

DSC_6663

DSC_6673

Tutte le foto di questo post sono di Antonio Totato

Come fare una tenda con l’hoola-hop

 

TendaHulahoopfaidate3

Nella mia pinboard di Pinterest di cose da fare in estate c’era questa tenda per bambini, trovata sul web, da fare in pochi minuti con un semplice hula hoop, per creare un angolo riservato a Viola e Ambra, in giardino, dove poter leggere, giocare o semplicemente oziare.

TendaHulahoopfaidate2

In occasione della festa di compleanno di Ambra sono riuscita finalmente e a realizzarla, in pochissimo tempo e a costo quasi zero, ho infatti  usato del  tessuto riciclato, un avanzo di una tenda dell’Ikea e pezzi di altre vecchie tende, l’unica cosa che ho comprato è l’hula hoop, pagato meno di € 3, in un negozio cinese.

Ecco come realizzarla:

MATERIALE

  • Hula hoop
  • tessuti vecchi e riciclati (io ho scelto di farla a doppio velo, ma voi potreste anche usare del tessuto più robusto, per esempio un lenzuolo vecchio)
  • forbici
  • ago e filo
  • corda

PROCEDIMENTO

  • Stabilite che altezza deve avere la vostra tenda e prendete la misura della circonferenza del vostro hula hoop.
  • Aggiustate le misure della vostra stoffa in modo tale che giri attorno a quasi tutta la sua circonferenza dell’hula hoop. Calcolando che dovete lasciare un’apertura, più o meno grande, per entrare dentro la tenda.
  • Io ho creato una tenda a doppio velo, perché la stoffa con le farfalle era molto leggera e completamente trasparente. Voi potete anche usare una sola stoffa più pesante.

TendaHulahoopfaidate12

  • Cucite con ago e filo un’estremità della vostra stoffa attorno all’hula hoop, lasciando un po’ di spazio tra i due, in modo che la tenda possa scorrere bene.
  • Cucite anche il secondo velo, sempre attorno alla circonferenza dell’hula hoop e sopra il primo.
  • Ora che la vostra tenda è pronta, è arrivato il momento di appenderla. La potete appendere sia in casa che all’esterno, in giardino. Io l’ho appesa ad un ramo di una delle nostre grandi querce.
  • Forate con le forbici la stoffa nei tre punti cardinali, il quarto è quello dove c’è l’apertura della vostra tenda.  Tagliate quattro pezzi di corda uguali e legateli attorno all’hula hoop fermandoli con un doppio nodo.
  • Annodate insieme i quattro capi delle corde, prendete un altro pezzo di corda abbastanza lungo e fatelo passare intorno al ramo dell’albero e dentro alle corde e annodatela bene, con un doppio nodo.

Ecco pronta in pochi minuti la vostra tenda fai da te; ci vuole davvero più tempo a spiegare come realizzarla che a farla.

 

TendaHulahoopfaidate1

 

TendaHulaHoopfaidate11

Potete arredare la vostra tenda come volete, mettendo per terra una coperta, un telo, dei cuscini. Io per la festa di Ambra avevo messo un bancale con dei grandi cuscini colorati, peccato che anche questa volta c’era talmente tanto vento che più che una tenda la nostra sembra una vela di una barca, pronta per salpare per mari tempestosi.
Tendahulahoop3 Tendahulahoop2 Tendahulahoop1

 

 

Sciroppo di Lavanda

SciroppoLavanda1 Stento a credere che dall’inizio di quest’anno io non sia riuscita a dedicare un solo post alla nostra lavanda. Le tante novità, l’introduzione dell’agricoltura sinergica, iniziare a coltivare in un modo completamente diverso e nuovo, la nascita dell’orto sinergico, mi hanno impedito di farvi vedere quanto la lavanda sia cresciuta e quanto sia diventata bella.

Non vi ho neanche raccontato di quanto sia stato difficile e faticoso, in un anno così piovoso, riuscire a tenerla pulita e libera dalle erbacce che crescono sempre e comunque, imperterrite. LavandaLuglio2014xx Ve la mostro ora, nel momento del suo massimo splendore, tutta fiorita e frequentata assiduamente dalle nostre api. Solo quando loro l’abbandoneranno, la taglieremo e la distilleremo.

Lavandalugliox2014

La nostra è la lavanda officinale, detta anche lavanda vera, che ha un colore meno forte e intenso rispetto alla varietà ibrida di lavanda, detta lavandino, che di solito si trova nei giardini, ma che produce un olio essenziale molto più pregiato rispetto a quest’ultimo.

Ogni mattina, esco fuori casa a godermi questo meraviglioso spettacolo, e ringrazio la natura per una così grande bellezza, che ogni volta mi coglie impreparata e che mi sorprende e meraviglia.

Tanta abbondanza di fiori mi spinge sempre a sperimentare nuove cose, a provare nuove ricette che hanno come protagonista lei, la lavanda.

Dopo i cupcakes, i frollini, il pane, e la bevanda rinfrescante quest’anno ho voluto provare lo sciroppo alla lavanda. La ricetta l’ho presa da qui, ho solo sostituito lo zucchero con lo zucchero di canna integrale, ecco perché il mio sciroppo è venuto così scuro, e i fiori di lavanda officinale freschi al posto di quelli secchi.

Ecco la ricetta:

INGREDIENTI

per circa 800 ml di sciroppo

  • 500 g di zucchero di canna integrale bio
  • 600 g di acqua
  • 4 cucchiai colmi di lavanda officinale bio
  • 1 cucchiaio di miele di acacia

 PROCEDIMENTO

  • In una pentola di acciaio mettete lo zucchero, il miele e l’acqua e portate ad ebollizione.
  • Fate sobollire per un quarto d’ora.
  • Aggiungete i fiori freschi di lavanda e coprite con un coperchio per evitare di perdere gli oli essenziali molto volatili che donano l’inconfondibile profumo alla lavanda.
  • Continuate la cottura per altri 15 minuti.
  • Spegnete il fuoco e lasciate riposare per circa mezz’ora, sempre con il coperchio.
  • Filtrate e travasate lo sciroppo nelle bottiglie.
  • Conservate lo sciroppo in frigorifero per non più di sei mesi.

Il vostro sciroppo alla lavanda lo potete usare in molti modi diversi:

  • diluito in acqua per ottenere una bevanda rinfrescante e dissetante.
  • sempre diluito con l’acqua per dei ghiaccioli speciali.
  • per addolcire tisane, té, limonate, fredde o calde.
  • per aromatizzare gelati, creme e panne cotte.
  • sempre diluito in acqua per bagnare le torte.

Continuate a seguirmi per altre ricette sfiziose a base di lavanda ;-)

100% Nature, Fun, Love, DIY, Craft

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 2.333 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: