Portatovaglioli facili e fai-da-te con materiale riciclato

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Cercavo da tempo un’idea per creare dei portatovaglioli fai da te e riciclosi per i nostri tovaglioli in stoffa.

Ed ecco l’idea di ricavarli dai rotoli della carta igienica riciclati, un’idea tanto semplice quanto divertente da realizzare in un pomeriggio freddo o piovoso con i bambini.

Pochissimo e tutto di riciclo il materiale di cui avrete bisogno, per dei portatovaglioli colorati e simpatici ad un costo praticamente uguale a zero :-)

MATERIALE

– Rotoli della carta igienica finiti

– Sacchetti di plastica di diversi colori

– forbici

– colla

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PROCEDIMENTO

– Ritagliate i sacchetti di plastica ricavandone tante strisce, il più lunghe possibile.

– Tagliate a metà il rotolo di carta igienica.

– Con la colla incollate l’estremità della vostra striscia sulla vostra metà di rotolo e iniziate ad avvolgerla tutto intorno, in modo da coprirlo interamente.

– Nel caso in cui la striscia finisca prima di aver ricoperto tutto il rotolo incollate la parte terminale e riniziate con una nuova striscia di sacchetto di plastica.

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Ed ecco pronto in pochi minuti il vostro portatovagliolo fai da te e ricicloso.  

Per personalizzarli e renderli unici per ciascun membro della famiglia potete farli in tanti colori diversi, o potete scriverci il nome del proprietario con un pennarello indelebile, oppure aggiungere un filo colorato o un fiocco personalizzato.

Fate voi. E soprattutto divertitevi ;-)

 

Aggiornamenti sul Pesco della Vigna

 

 

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Ve le ricordate le nostre piccole piantine di pesco della vigna, una varietà antica di pesco, che avevamo seminato tre anni fa ?

Da allora sono cresciute molto, ed hanno ormai assunto le sembianze di piccoli alberelli.

Dopo averli curati e preservati e trasferiti più volte in varie dimore: prima nel nostro orto, poi nella nursery, una vecchia botte, adesso hanno finalmente una loro casa definitiva.

Un pesco è andato a stare nel nostro nuovo frutteto, su un lato del campo di lavanda, l’altro ha preso la sua residenza davanti all’appartamento dell’agriturismo.

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Come vi avevo già spiegato qui“il Pesco della Vigna è un’antica varietà da frutto che fin dall’antichità è stata sempre coltivata in consociazione ai filari delle viti (come dice il suo nome). Infatti i contadini durante il periodo della vendemmia, tra la fine di settembre e gli inizi d’ottobre erano soliti consumare queste pesche, per alleviare la sete dovuta alla fatica del lavoro. Non a caso anche la Pesca della Vigna, matura nello stesso periodo dell’uva. Si tratta di una varietà diffusa un pò in tutta l’Italia, soprattutto in quella centro settentrionale, mentre è molto sporadica la sua presenza nelle regioni meridionali.

Dopo aver preparato una bella buca con la zappa e la pala abbiamo messo le nostre piante a dimora, e le abbiamo ricoperte con la terra. Abbiamo poi messo uno strato di pacciamatura fatta di paglia tutto attorno alla pianta, per proteggerla dal freddo, evitare la nascita delle infestanti e mantenere l’umidità del terreno.

Ed ora non ci resta che aspettare di assaggiare i loro frutti :-)

 

 

Pesto di cavolo nero

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Ormai il mio amore per questa magnifica verdura che abita nel nostro orto sinergico dalla scorsa primavera è grande e dichiarato . Amo proprio tutto del cavolo nero: il suo portamento nobile ed elegante, il suo verde così forte ed intenso che mi ci vestirei, e il suo sapore unico e inimitabile.

Dopo averlo mangiato per anni nella nostra zuppa preferita, quando l’ho trasformato in pesto per condirci la pasta, il mio amore e la mia stima sono aumentati.

Il pesto di cavolo nero è così buono da offuscare, a mio parere, la gloria del pesto originale, quello di basilico. E’ riuscito a conquistare anche Viola e Ambra che, dopo averlo assaggiato sulla pasta,  lo spalmano anche sul pane per una merenda sana e gustosa.

Sì perché questo pesto oltre ad essere buono è anche molto versatile, oltre alla pasta si sposa bene con il riso, con il pane tostato per antipasti sfiziosi, o con le verdure e i formaggi per arricchirli e insaporirli.

 INGREDIENTI

– Foglie di cavolo nero biologiche e sinergiche (200 g circa)

– 50 g di pinoli

– 50 g di mandorle

– 1 spicchio di aglio rosso di Proceno

– olio extra vergine di oliva

– parmigiano reggiano

– sale

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PROCEDIMENTO

– Lavate le foglie di cavolo nero e lessatele, meglio se con una pentola a vapore.

– Togliete la parte centrale delle foglie e mettetele in un mortaio o in  un robot da cucina, insieme all’olio extra vergine di oliva, l’aglio, i pinoli, le mandorle, il parmigiano reggiano e il sale.

– Pestate bene o tritate, fino ad ottenere una composto omogeneo.

– Al momento di preparare la pasta allungate il vostro pesto con poca acqua di cottura e condite.

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Io preparo il pesto di cavolo nero in grande quantità e poi lo surgelo in bicchierini di carta pronti all’uso. Ne tengo anche un vasetto nel frigorifero ricoperto di olio, da consumare in pochi giorni, per condire e insaporire ogni sorta di piatto.

Togliendo il parmigiano e sostituendolo con del lievito alimentare il pesto di cavolo nero diventa anche un condimento adatto a chi segue una dieta vegana.

Provatelo e innamoratevi anche voi ;-)

 

 

 

 

 

 

 

 

I nostri trattamenti Benessere e Bellezza Naturale

 

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Al Podere Argo amiamo prenderci cura di voi, coccolarvi, farvi sentire a casa vostra nel totale comfort ed in una piacevole privacy.

Il nostro più grande desiderio è quello di farvi vivere un sogno ad occhi aperti, un soggiorno indimenticabile, fatto di pace e di relax, abbracciati da una natura selvaggia e incontaminata.

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E’ proprio per questo che abbiamo studiato, insieme alla nostra cara amica Antonella, esperta di estetica naturale che avete già avuto modo di conoscere grazie alle sue ricette di maschere naturali e fai da te, dei trattamenti per lui e per lei di Benessere e Bellezza naturale riservati agli ospiti  del nostro agriturismo, su prenotazione. Così da assicurarvi una vacanza rilassante e rigenerante in cui poter prendersi cura del proprio corpo e del proprio spirito.

 

Trattamenti che hanno come ingredienti i nostri prodotti biologici:  il miele, la lavanda, l’idrolato di lavanda, il nuovo e meraviglioso Olio rilassante alla lavanda e le verdure del nostro orto sinergico, sì proprio loro ;-)

 

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Ecco la lista dei trattamenti benessere e bellezza naturale che vi offriamo durante il vostro soggiorno all’Agriturismo Podere Argo:

Massaggio Rilassante Argo. Olio per massaggi alla Lavanda biologica e in diffusione il nostro olio essenziale di lavanda biologico. Durata 50 minuti. Prezzo € 50

Scrub corpo per lei nutriente e rigenerante dei tessuti. Fiori di lavanda bio, miele e idrolato di lavanda. Durata 45 minuti. Prezzo € 60

Scrub corpo per lui purificante e rigenerante. Steli di lavanda, miele,  e idrolato di lavanda. Durata 45 minuti. Prezzo € 60

Scrub/Maschera viso antiage e purificante. Miele e idrolato di lavanda. Durata 30 minuti. Prezzo € 35

Maschera mani e piedi ristrutturante con manicure e pedicure estetica inclusa. A base di miele, idrolato di lavanda e polvere di steli di lavanda. Durata 60 minuti. Prezzo € 50

E poi quello che secondo me è davvero il nostro “pezzo forte” e unico, quello che abbiamo chiamato Dall’Orto al Corpo ossia trattamenti di bellezza naturale fatti con le verdure del nostro orto sinergico.

Maschera per il viso con verdure biologiche e sinergiche di stagione. Durata 30 minuti. Prezzo € 25

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E dato che San Valentino è davvero alle porte, perché non regalare uno dei nostri trattamenti al vostro amato/a ?

 

 

 



Gli Sconosciuti del Podere Argo

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E’ iniziata una nuova settimana con tanta, tantissima emozione ancora da smaltire.

Venerdì sera qui al Podere Argo la tensione era alle stelle, eravamo tutti in trepidante attesa di vedere il risultato delle interviste e delle riprese fatte a dicembre.

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Talmente tanta era l’emozione che io mi ricordo poco e niente della puntata, dovrò sicuramente riguardarla con più attenzione.

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Vedere scorrere le immagine della nostra vita dentro lo schermo di un televisore è stata un’esperienza meravigliosa, unica e travolgente.

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Grazie di cuore a tutti quelli che l’hanno voluta condividere con noi.

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E per chi si è perso la puntata di venerdì la può tranquillamente rivedere sul sito di Sconosciuti, a questo link: Sconosciuti, puntata del 06/02/2015.

 

 

Zuppa di cavolo nero e zucca, con curcuma, zenzero e semi vari

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Ormai l’ho imparato che i mesi più freddi qui sono gennaio e febbraio, e che a marzo si inizia a lasciare la presa stretta del piumone, per poi allentarla ancora di più ad aprile.

Sono appena passati i giorni della merla, che come mi hanno insegnato i miei vicini sono i tre giorni più freddi dell’anno. Giorni in cui prima di aprire la porta di casa e di uscire bisogna tirare un bel sospiro e farsi coraggio, tanto coraggio.

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Giorni in cui hai voglia solo di stare in cucina, seduta vicina il più possibile alla stufa a legna, ad aspettare che il giorno con il suo vento forte e gelido passi.

E’ proprio in questi giorni che io amo preparare quello che è diventato ormai il mio comfort food invernale per eccellenza, lei la sola e unica zuppa di cavolo nero e zucca.

E pensare che prima di venire a vivere qui in Maremma nemmeno lo conoscevo il cavolo nero, non l’avevo mai visto o assaggiato. Ed ora è diventato uno dei miei più grandi amori in cucina e non solo.

Nel nostro orto sinergico, ce ne ho una quantità tale da poter sfamare un intero esercito. Il cavolo nero è anche uno dei pochi sopravvissuti alle gelate e alla neve di dicembre.

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Mi piace preparare questa zuppa con largo anticipo, nel primo pomeriggio, per farla cuocere lentamente sulla stufa a legna, accanto a noi durante le lunghe ore che ci separano dalla sera.

E’ una zuppa che mi sono inventata e che non segue mai una ricetta ben precisa, ogni volta tolgo o aggiungo qualche verdura. Le  uniche certezze, i suoi soli capisaldi sono: il cavolo nero, la zucca, lo zenzero e la curcuma e semi vari; tutti ingredienti che ho sempre in casa e che soprattutto in inverno metto dappertutto, dato che sono dei grandissimi alleati per sconfiggere i malanni di stagione.

L’ho cucinata l’ultima volta la settimana scorsa con una zucca biologica internazionale, che mi è stata portata in regalo da ospiti olandesi vegani dell’agriturismo, e l’abbiamo mangiata tutti insieme una sera. Sono proprio fortunata ad avere gente da tutto il mondo che sceglie di venire a passare del tempo qui con noi, e che porta anche dei meravigliosi doni.

Ecco cosa avete bisogno per prepararla:

INGREDIENTI

– Foglie di cavolo nero

– zucca

– un cucchiaio di curcuma

– due fettine di zenzero

– carote

– una cipolla

– sedano

– patate

– semi vari (di girasole, di lino, di zucca)

PROCEDIMENTO

– Lavate e mondate bene le verdure.

– Sbucciate lo zenzero e tagliatelo a fettine sottili.

– Tagliate a dadini tutte le verdure.

– Fate un soffritto con dell’olio extra vergine di oliva e aggiungete la cipolla, le carote, il sedano, la curcuma e lo zenzero e fate rosolare bene.

– Aggiungete tutte le altre verdure e i semi, e copritele con abbastanza acqua.

– Fate bollire per almeno un’ora e fino a quando l’acqua non si sarà ristretta.

– Mettete nei piatti una fetta di pane sciapo (senza sale) meglio se abbruscata (tostata) e in cui avrete sfregato uno struccio ´spicchio) d’aglio e un po’ di olio extra vergine di oliva e versateci sopra la vostra zuppa.

Buon Appetito !

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Venerdì 6 Febbraio il Podere Argo in tv a Sconosciuti su Rai 3

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Come vi avevo preannunciato qui, lo scorso dicembre il Podere Argo e i suoi dintorni, sì sono trasformati in un set televisivo per le riprese di una puntata del programma di Rai 3, Sconosciuti.

Dopo le riprese, c’è stata la fase di montaggio e di redazione della puntata e tra qualche giorno potremo vederne il risultato sullo schermo.

Sì, perché finalmente ci hanno comunicato la data: venerdì 6 febbraio 2015 verso le 20.10, dopo il Tg di Rai 3 andremo in onda. Ancora stento a crederci, che ci vedremo dentro uno schermo televisivo per una quantità enorme di minuti, anche troppi per i miei gusti. Tantissima emozione e anche un po’ di paura del risultato :-)

Vi avevo già parlato dell’esperienza unica e meravigliosa, ma non nei dettagli. Trasformarsi, e soprattutto improvvisarsi “attori” e “personaggi televisivi” così di punto in bianco non è stato facilissimo, anche se abbiamo avuto al nostro fianco due persone meravigliose, l’autrice ed il camera man, della produzione del programma.

Essere intervistati per ore e ore, senza potersi muovere (per me è stata peggio di una tortura) facendo attenzione a non muovere il microfono, a non fare smorfie assurde e sguaiate (su questo non posso assicurare nulla), è stata una vera e propria prova di forza e di resistenza.

Per non parlare dei contenuti, raccontare la propria vita, con i suoi successi ma anche i suoi fallimenti e le sue crisi, rispondere a delle domande a volte molto intime, delicate, per non dire imbarazzanti, anche questa è stata una bella sfida.

Per finire con le riprese del giorno successivo, che si sono protratte per tutta la giornata, in ogni possibile situazione di vita quotidiana e passata. Avere sempre una telecamera puntata addosso, anche mentre si guida la macchina, è un privilegio di pochi e un’esperienza che capita poche volte nella vita di noi comuni mortali, e che io sono molto felice di avere fatto.

Mentre aspetto con un po’ di agitazione la fatidica data, vi lascio con qualche immagine del dietro le quinte delle riprese, ma non troppe, per non rovinarvi la sorpresa.

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Sorano
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Sorano

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Ci vediamo presto su Rai 3 ;-)

 

Smettere di sognare ? Mai

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Un mare di lavanda, un sogno che si è materializzato, ha messo radici nella nostra terra e nella nostra testa, ha preso forma ed è cresciuto a piccoli passi, proprio come noi.

E mentre sotto i nostri occhi accadeva tutto ciò, ce ne siamo talmente innamorati, che abbiamo deciso di non fermarci, e di continuare a sognare, ancora più in grande.

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Tra novembre e dicembre abbiamo piantato tante altre piante di lavanda officinale, e continueremo ancora per un totale di altre 1500 piante biologiche.

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Perché quando ami un sogno, non vorresti risvegliarti mai ;-)

 

San Valentino: Cuori di Lavanda fai da te

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San Valentino si avvicina e a me viene voglia di tingere tutto di rosso, e di riempire la casa di cuori. Veramente io questa sensazione ce l’ho tutto l’anno, non solo a febbraio, e chi è stato qui al Podere Argo lo sa bene che amo i cuori e che li dissemino ovunque.

Infatti se devo essere proprio sincera, questi cuori fatti di stoffa e di tulle, li avevo preparati a Natale per venderli; li avevo pensati come un addobbo originale per l’Albero di Natale o come un’idea regalo profumata. Ho scelto di fare un lato in tulle, un materiale più leggero e trasparente della stoffa, per rendere visibili i fiori essiccati di lavanda e per permettere al loro profumo di diffondersi più facilmente. Ma dato che non sono riuscita a mostrarveli a dicembre, quando li avevo preparati,  ho pensato di riciclarli come idea regalo fai da te per San Valentino. Dei cuori rossi e profumati, per manifestare tutto il vostro amore, al vostro amato, alla vostra amica del cuore, ai vostri parenti, insomma a tutte le persone che amate, nel senso più esteso del termine.

Come vi ho già detto, ho una visione molto globale e anglosassone di San Valentino, avendo una madre pakistana, con una percentuale di sangue inglese, per me questa non è solo la festa degli innamorati, ma dell’amore in generale. Mi ricordo quando ero piccola e per il 14 febbraio, insieme a mia madre e alle mie sorelle, preparavamo biglietti di auguri per tutti i nostri parenti e per gli amici più cari. E’ così che io intendo questa festa, per me è la festa dell’Amore, di qualsiasi genere e natura esso sia.

Ecco come realizzare i Cuori di Lavanda:

MATERIALE

– Stoffa a quadretti rossa

– tulle bianco

– nastro di raso rosso

– fiori di lavanda essiccati

– matita

– forbici

– ago

– filo

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 PROCEDIMENTO

  • Con una matita disegnate sulla stoffa e sul tulle la sagoma di un cuore e ritagliatela. Potete usare una formina per biscotti, oppure la sagoma a cuore delle perline Pyssla Ikea, come ho fatto io.
  • Cucite, con la macchina da cucire o a mano, la stoffa e il tulle insieme, lungo tutto il contorno del cuore lasciando un piccolo bordo di stoffa. Ricordatevi di lasciare un’apertura nella parte superiore del cuore per inserire i fiori di lavanda.
  • Riempite il cuore con i fiori di lavanda essiccati, abbastanza da dare un certo spessore al vostro cuore.
  • Tagliate un pezzo di nastro di raso rosso, piegatelo in due e inseritelo all’interno delle due metà di stoffa, nella parte superiore e in posizione centrale.
  • Cucite insieme la parte superiore del cuore e il nastro di raso.

Ecco pronto in poco tempo un bellissimo cuore di lavanda fai da te da regalare per San Valentino a tutte le persone care.

Un cuore rosso e profumato, che sprigionerà amore, gioia e pace intorno a sé.

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DIY Oleolito di Calendula

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Vi ho già parlato dell’oleolito di Lavanda e di quello d’Iperico., oggi vi parlerò di un altro oleolito che amo in modo particolare e che uso molto spesso, l’Oleolito di Calendula.

La Calendula è una delle mie piante preferite, con i suoi bellissimi fiori di un giallo forte e acceso. Qualche anno fa, tra i miei vari esperimenti colturali avevo provato a coltivare la calendula in pieno campo seminandola in file. Era una gioia per gli occhi vedere una distesa di fiori gialli.

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Il procedimento per preparare in casa l’Oleolito di Calendula è lo stesso di quello per preparare quello di Lavanda e quello d’Iperico.

Gli ingredienti necessari sono:

  • Sommità fiorite di Calendula
  • olio extra vergine di Oliva (meglio se biologico)

-Raccogliete le sommità fiorite, lavatele e mettetele a seccare al sole.

-Riempite un contenitore di vetro con i fiori essiccati e ricopriteli completamente con l’olio extra vergine d’oliva.

-Mettete il contenitore all’aperto, in un posto al sole, e agitate  una volta al giorno.

– Dopo circa 15 giorni, filtrate e conservate l’oleolito in contenitori di vetro scuro al riparo dalla luce e dal calore.

L’oleolito di Calendula ha proprietà antisettiche, cicatrizzanti ed è in grado di rigenerare il tessuto cutaneo.

E’ indicato nelle punture d’insetti, nei casi di acne, eczemi, lesioni da scottature, calli, verruche, herpes labiali.

Ma una delle proprietà principali della calendula, ed è proprio per quello che preparo il suo oleolito, è che è molto indicata per nutrire e proteggere la pelle delicata dei bambini piccoli e può per tale motivo essere utilizzata nel cambio dei pannolini e per contrastare gli arrossamenti e le irritazioni che questi provocano nella pelle dei bimbi.

 

CIF fai da te alla Lavanda

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Oggi vi propongo un meraviglioso detergente per la casa fai da te, che ho scoperto grazie a BabyGreen, il Cif fai da te, a cui ho aggiunto qualche goccia del mio olio essenziale di lavanda biologico, trasformandolo nel CIF alla Lavanda.

Il modo per prepararlo è molto semplice, avrete bisogno di soli tre  ingredienti, che a casa mia non mancano mai, soprattutto l’ultimo ;-):

  • Bicarbonato di sodio
  • Sapone per piatti (meglio se ecologico, io ho usato il Detergente Piatti Vivi verde della Coop)
  • Olio essenziale di lavanda bio

Ho seguito le indicazioni di Raffaella e ho prima riempito a metà il mio barattolo di vetro con il bicarbonato di sodio e poi ho aggiunto il sapone per i piatti liquido e ho mescolato il composto fino ad ottenere la consistenza di una crema, proprio come quella del Cif. Per finire ho aggiunto 3 gocce di olio essenziale alla lavanda bio, il nostro naturalmente.

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L’ho voluto provare subito in cucina nel lavello e sui fornelli, in bagno sui sanitari, ed è fantastico pulisce, sgrassa e fa brillare tutto e last but not least mentre fa tutto ciò emana un profumo celestiale, quello della lavanda naturalmente.

Questo detergente ha un colore ed una consistenza talmente bella ed invitante che ha da subito attirato l’attenzione delle mie figlie, che ormai non più tanto piccole, a volte amano dedicarsi alle pulizie di casa. Gliel’ho fatto provare con molta gioia e tranquillità dato che si tratta di un prodotto ecologico e molto poco tossico e nocivo.

Il vostro Cif alla Lavanda, grazie al potere rilassante e di questa pianta, avrà poi la duplice funzione di pulire la vostra casa e contemporaneamente rilassarvi ed eliminare tutte le tensioni e preoccupazioni della giornata.

Enjoy :-)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tiramisù con il Pandoro

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Se in giro per casa avete ancora dei Pandori e non sapete come smaltirli, ecco a voi una ricetta semplice e gustosa per farli sparire velocemente e per regalarvi un momento di puro piacere.

Questo Tiramisù al Pandoro l’ho preparato per il Cenone di Capodanno che abbiamo organizzato qui al Podere insieme ad un gruppo di amici, ed è stato un successo.

La ricetta l’avevo letta qui e m’incuriosiva molto, ho unito così l’utile al dilettevole preparando una variante originale al classico Tiramisù e contemporaneamente riciclando un Pandoro avanzato dalle abbuffate natalizie.

Ho seguito il suggerimento di Giorgia, ed anche io ho servito il mio Tiramisù al Pandoro in monoporzioni per ciascun invitato, più qualche porzione extra, dentro a dei bicchieri di vetro.

Una ricetta semplice e gustosa ed anche molto riciclosa da preparare in poco tempo e con poca spesa.

Ecco come fare:

INGREDIENTI

– 1 Pandoro avanzato

– 6 uova

– 100 g zucchero

– 1 tazza grande di caffé

– 500 g mascarpone

– cacao amaro qb

– cioccolato fondente qb

PROCEDIMENTO

  • Tirate fuori dal frigo un’ora prima il mascarpone, per poterlo lavorare a temperatura ambiente.
  • Separate in due ciotole i tuorli dagli albumi.
  • Montate a neve gli albumi con metà dello zucchero e con l’altra metà montate i tuorli.
  • Lavorate a mano con una frusta il mascarpone e unite i tuorli, mescolando molto bene.
  • Unite anche gli albumi mescolando dall’alto verso il basso.
  • Tagliate a fette abbastanza sottili il pandoro e sistemate una prima fetta sul fondo di un bicchiere.
  • Bagnatelo, ma non eccessivamente altrimenti il pandoro si inzuppa troppo, con il caffé amaro (o se amate i sapori molto dolci zuccherate il caffé).
  • Aggiungete la crema al mascarpone e scaglie di cioccolato fondente
  • Proseguite in quest’ordine per altri due strati.
  • Sopra all’ultimo strato spolverizzate del cacao amaro e scaglie di cioccolato
  • Lasciate riposare in frigo il vostro Tiramisù per almeno un’ora prima di servire.

Enjoy ;-)

 

Buon 2015 !

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Ci siamo lasciati nel 2014 ed eccoci già a metà gennaio del nuovo anno.

Se sono stata via dal blog è solo in parte colpa mia, è vero che durante le feste di Natale e in questo inizio di gennaio ho lavorato molto, ma il motivo principale della mia assenza è dovuta ad un guasto dell’ADSL che si è protratto più del previsto. Ho già in bozza un post in cui vi parlo delle linee telefoniche e della connettività qui in Maremma, perché come ho sempre detto, scegliere di venire a vivere in un podere sperduto in mezzo alla campagna ha sicuramente molti vantaggi, ma ha anche qualche risvolto negativo.

Ora che sono di nuovo in rete, e spero di restarci, sono pronta per ripartire con tanti nuovi progetti, nuove idee da realizzare, nuove esplorazioni e avventure.

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Nel frattempo vi mostro lo spettacolo che si è presentato ai nostri occhi la mattina del 31 dicembre.  A nostra insaputa, nelle prime ore del giorno, un magnifico manto di neve era sceso sulla campagna circostante il nostro podere, imbiancando tutto: il campo di lavanda,

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il giardino,

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il pagliaio, che sta lì a testimoniare una dolorosa assenza. Questo me lo ricorderò sicuramente come il primo Natale, da quando vivo qui, senza Marino, il mio vicino di casa, amico e compagno di indimenticabili avventure.

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e l’orto sinergico.

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Uno splendido modo per inaugurare il nuovo anno ;-)

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Addobbi natalizi facili e fai da te con il feltro

 

 

AddobbiNatalefeltrox8Ogni anno, dopo aver addobbato il nostro Albero di Natale, iniziamo a pensare a nuove decorazioni fai da te, per arricchirlo e per trascorrere in modo creativo i giorni che ci separano dal Natale.

Durante il nostro ultimo viaggio a Milano siamo state da Tiger, e qui abbiamo fatto razzia di materiale creativo, così difficile da reperire qui in Maremma. Tra le tante cose abbiamo comprato dei coloratissimi fogli in feltro, che abbiamo deciso di utilizzare per creare delle decorazioni semplici ma molto allegre e vivaci da appendere al nostro albero, ma anche da usare come chiudipacco per i nostri regali.

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Anche questa volta io non ho fatto quasi nulla, ho solo aiutato Ambra ad organizzare il lavoro, ma poi ha fatto da sola in completa autonomia.

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Ecco come realizzare degli addobbi natalizi fai da te in feltro:

MATERIALE

– Fogli colorati in feltro

– Formine per biscotti

– forbici

-colla a caldo

– perline e perle varie

– colori per stoffa

– filo di lana

– ago da lana

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PROCEDIMENTO

– Tracciate sui vostri fogli di feltro le sagome delle formine da biscotti.

– Ritagliatele con le forbici.

– Con la colla a caldo decoratele con tutto ciò che vi viene in mente, perline, perle, glitter.

– Le potete anche colorare con vari colori, Ambra ha usato dei colori per stoffa.

– Con un ago da lana fate un foro nell’estremità superiore della vostra decorazione e fate passare del filo di lana. Ed ecco pronte in poco tempo delle decorazioni semplici ma molto colorate e gioiose, da appendere al vostro Albero di Natale per renderlo bello e soprattutto unico, proprio come voi ;-)

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La “Super” Renna di Ambra

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Ve l’ho già detto, questo dicembre è iniziato in modo frenetico,: telefonate fiume con lo staff della Rai per raccogliere materiale e organizzare al meglio le riprese, ricerca matta e disperata di foto mie da piccola e di tutti i momenti cruciali della mia vita, quelle delle bimbe, e last but not least sistemare, pulire e riordinare la casa, il giardino, l’agriturismo, il laboratorio, in modo da renderli presentabili come set per le nostre interviste e le riprese. Insomma, come potete ben capire, nelle settimane scorse ho avuto molto da fare ;-)

Se poi ci aggiungiamo che nel mezzo abbiamo fatto l’albero di Natale, il presepe e abbiamo tirato fuori tutte le decorazioni, addobbi, e lucine varie e ci abbiamo addobbato tutta la casa. E che nel frattempo ho avuto ospiti all’agriturismo, e abbiamo piantato altre 300 piante di lavanda. Bhé, mi fermo qui perché altrimenti stramazzo anche solo a raccontarlo.

Non ho avuto quindi molto tempo a disposizione per fare insieme ad Ambra i nostri soliti lavoretti natalizi, spero da ora in poi di riuscire a recuperare. In vista del Natale avevo comunque preparato per le bimbe un grande scatolone con dentro tanti materiali diversi per i loro lavoretti creativi: feltro, glitters, colla a caldo, fili di lana, rotoli di carta igienica, tappi in plastica, occhi movibili, ecc.

Uno scatolone per avere a portata di mano tutti i materiali necessari per creare quello che volevano, anche senza di me, Anche perché ormai sono abbastanza grandi, e in questi anni mi sembra di avergli fornito abbastanza strumenti per poter camminare anche da sole.

In un pomeriggio freddo e piovoso mentre stavo facendo un’intervista telefonica con la Rai, una delle tante, Ambra ha creato  completamente da sola e dal nulla questa piccola grande Renna, fatta quasi completamente con materiali di riciclo. Una renna talmente simpatica e con lo sguardo birichino che ogni volta che le passo davanti riesce a strapparmi un sorriso, anche nelle giornate più grigie.

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Ecco come realizzarla:

MATERIALE

– 2 rotoli di carta igienica

– un tappo di bottiglia in plastica

–  cartoncino di riciclo

– forbici

– colla a caldo

– occhi movibili (noi li abbiamo presi da Tiger)

– feltro

– lana

– forbici

– colori acrilici

– pennarello indelebile

PROCEDIMENTO

– Colorate i due rotoli di carta igienica di marrone.

– Con la colla a caldo incollate gli occhi movibili e il tappo di bottiglia; disegnate con un pennarello indelebile la bocca.

– Incollate con la colla a caldo i due rotoli insieme

– Da un cartoncino riciclato ritagliate le sagome delle corna della renna, Ambra per disegnarle si è ispirata ad una formina da biscotti. Le ha ritagliate e vi ha incollato sopra un foglio di feltro, ritagliato anche lui seguendo la sagoma delle corna.

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– Ambra ha poi disegnato le zampette posteriori e anteriori su un cartoncino riciclato, le ha colorate, ritagliate e incollate sul rotolo, sempre con la colla a caldo.

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– Per finire ha arrotolato del filo di lana bianca e l’ha incollato sul sedere della renna, per fare la coda.

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Ed ecco pronta in circa mezz’ora la “super” renna, l’abbiamo chiamata così perché è molto alta.

La potete regalare a qualcuno di caro, usare come decorazione natalizia, come centro tavola, o come segnaposto. Dovunque la metterete porterà con sé un sorriso. Promesso ;-)

 

 

 

Ghirlanda di Natale fuoriporta fai-da-te con le erbe aromatiche

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Dopo aver preparato il Calendario dell’Avvento, lo scorso fine settimana abbiamo fatto anche l’Albero di Natale, con grande gioia abbiamo riaperto la scatola delle decorazioni che per noi è anche una scatola piena di ricordi.  Ora non ci resta che preparare il Presepe in pasta di sale, quando i tantissimi impegni che dicembre sta portato con sé, e tante emozionantissime novità di cui per ora non posso parlare, ma che presto vi svelerò, ce lo permetteranno.

Nel frattempo ho pensato di decorare la porta di entrata con una Ghirlanda natalizia, da realizzare in poco tempo con materiali naturali e “poveri”, tutti disponibili in casa e nel giardino.

Per crearla ho usato le mie adorate erbe aromatiche, così che la mia ghirlanda oltre ad avere una funzione decorativa , accolga i nostri ospiti con un caldo e delizioso profumo.

Ecco i materiali necessari per realizzarla:

MATERIALI

  • Corona di rami intrecciati
  • rami di rosmarino
  • rami di santolina
  • rami con bacche di rosa canina
  • fil di ferro
  • sacco in juta
  • forbici
  • nastro

PROCEDIMENTO

Tempo di realizzazione: 30 minuti.

– Come base delle mia ghirlanda ho riciclato la corona fatta con rami intrecciati che avevo già usato qui.

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– Con il fil di ferro ho legato i rametti di santolina intorno alla corona. La santolina è una pianta aromatica che ha un intenso profumo e che è presente nel mio giardino sotto forma di grossi cespugli color argento. In estate questi cespugli fioriscono con dei bellissimi fiori simili a bottoni di un colore giallo oro.

– Ho poi sovrapposto i rami di rosmarino e li ho fissati con il fil di ferro.

– Ho tagliato delle strisce da un sacco di juta, quelli che io uso per i nostri fagioli, e le ho annodate intorno alla ghirlanda.

– Ho inserito dei rami con bacche di rosa canina dentro alle strisce di juta annodate e tra i rametti di rosmarino e di santolina, per dare un tocco di rosso alla ghirlanda.

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– Ho legato un nastro nell’estremità superiore della ghirlanda e l’ho appesa, con un chiodo, alla nostra porta di casa.

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Calendario dell’Avvento fai da te riciclando i barattoli di vetro

 

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Quest’anno il nostro Calendario dell’Avvento fai da te e’ all’insegna del minimalismo, della semplicità e della luce. Ho pensato di scandire i giorni che ci avvicinano al giorno più magico dell’anno, il Natale, con dei barattoli di vetro riciclati trasformati in portacandele, numerati da 1 a 25, e decorati a tema natalizio .
Ogni sera accenderemo una candela in più ed ogni sera sentiremo diffondersi nel nostro podere la magica attesa per la nascita di Gesù Bambino e l’arrivo di Babbo Natale.

Un Calendario dell’Avvento fai da te molto semplice, fatto con pochi materiali, per lo più riciclati, da realizzare insieme ai vostri bambini che si divertiranno a decorare ogni barattolo in modo diverso.

Nella foto qui sotto vedete i materiali necessari per realizzarlo:

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MATERIALE

– 25 contenitori di vetro riciclati, meglio se di misure e forme diverse
– pennarello indelebile color oro
– sale grosso
– candele (noi abbiamo riciclato delle candeline Ikea )
– stoffa colorata
– nastri e pizzi
– forbici
-colla a caldo

PROCEDIMENTO

– Scrivete su barattoli, con il pennarello indelebile color oro,  i numeri dall’ 1 fino a al 25. Potete fare altre decorazioni usando la colla a caldo glitter (no l’abbiamo trovata da Tiger), Ambra ha ripassato i numeri per evidenziarli meglio e ha fatto dei decori a fiocchi di neve su alcuni vasetti.
– Tagliate con le forbici delle strisce di tessuto a tema natalizio, dei nastri o delle strisce di pizzo e annodatele intorno alla bocca del vaso. Se volete fissarli meglio potete usare la colla a caldo.
– Riempite i vostri vasi con del sale grosso, potete scegliere voi quanto riempirli, noi li abbiamo riempiti solo fino alla base del numero.
– Mettete un lumino dentro ciascuno barattolo ed ecco pronto il vostro Calendario dell’Avvento.

Ora non vi resta che accendere ogni sera la candelina con la data del giorno e aspettare che arrivi il Natale.

Un calendario mobile e molto versatile, che ci da la possibilità di usare  il barattolo del giorno come romantico centrotavola durante le cene in cucina, in compagnia della nostra fedele stufa a legna.

Ed è stata proprio la foto del nostro Calendario fai da te con cui ho inaugurato il mio primo #PtitZelda2014 su Instagram, il gioco di condivisione fotografica che cerca piaceri piccolissimi ma irrinunciabili lungo tutto il mese di dicembre, ideato da Camilla, alias Zelda was a writer.

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I Fagioli Biologici del Podere Argo

Fagiolibiologicicollage Nella frenesia di questo dicembre che sta scorrendo davanti ai miei occhi alla velocità della luce, non ci posso credere che siamo già arrivati al 15, mi sono dimenticata di dirvi che i nostri fagioli sono finalmente pronti per la vendita, insacchettati e soprattutto etichettati con il marchio biologico.

Ma prima di parlare dei fagioli voglio condividere con voi una notizia meravigliosa, venerdì e sabato scorsi, il Podere Argo e i suoi dintorni, sono stati il set di una puntata del programma televisivo di Rai 3 Sconosciuti.

Una troupe, fatta di gente stupenda, è venuta qui a intervistarci e a riprendere le nostre vite, e a parlare del nostro passato.  Un’esperienza unica, essere sotto i riflettori e ripercorrere partendo dalla propria infanzia tutta la propria vita. E’ tutto così magico e incredibile che ancora stento a credere che sia successo davvero e che presto ci vedremo dentro ad uno schermo televisivo..

Ma ora, lasciata da parte l’euforia, passiamo invece a parlare di cose concrete e terra a terra, ossia le nostre cinque varietà di fagioli, che quest’estate ci avete visto seminare, e poi nascere.

I Fagioli Borlotti

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I Fagioli Cannellini, 

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I Fagioli del Purgatorio, una varietà di fagioli che deve il proprio nome al pranzo del Purgatorio che da molti secoli si “celebra” ogni anno a Gradoli, in provincia di Viterbo, il Mercoledì delle Ceneri.
Questo pranzo, svolgendosi in un giorno di penitenza, doveva essere esclusivamente di magro ed era preparato dalla Confraternita del Purgatorio con le offerte in natura che ricevevano dai cittadini più fortunati per offrirli a quelli più bisognosi. I piatti serviti erano i fagioli, il coregone del Lago di Bolsena, pane e bruschette.
E’ un fagiolo di piccole dimensioni che si coltiva da secoli negli orti e nelle campagne dell’Alta Tuscia. Dal gusto molto delicato e con una buccia sottile che lo rende più digeribile ha una cottura veloce, anche senza ammollo.
Per il suo eccellente sapore, si presta per una cucina semplice, lessato e condito con Olio Extra Vergine di Oliva, cipolla e pepe.

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I Fagioli della Stoppia o Secondi, chiamati così perché venivano seminati dopo la mietitura del frumento, per permetterne la maturazione intorno alla fine di agosto. Dei fagioli di colore marrone e di dimensioni medie. Si cuociono facilmente ed hanno un sapore dolce.
Sono ottimi da usare nelle zuppe contadine, nelle minestre di pasta e fagioli, preparati in umido, o come contorno semplicemente lessati e conditi con sale, pepe e olio extravergine di oliva.

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I Fagioli Verdolini, piccoli fagioli di un colore verde pallido, che dopo la cottura assumono un colore tra il grigio cenere ed il marroncino; dal gusto deciso, pastoso e dall’amido farinoso. Ottimi nelle minestre,  o conditi in insalata per chi ama i sapori forti.

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Tutte le varietà le trovate in vendita in confezioni da 400 g nel nostro shop su Blomming o direttamente qui in azienda.

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Fagioli biologici che hanno una storia da raccontare, di passione e amore per la terra e per i suoi frutti, la nostra. E se avrete un po’ di pazienza presto vi farò vedere anche tutte le fasi di coltivazione e lavorazione per arrivare al risultato finale, quello che vedete qui in questo post.

Enjoy <3

La smielatura: come estraiamo il nostro miele

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Avete già visto il nostro miele millefiori pronto, invasettato, e vestito di nuovo, con le nuove etichette trasparenti a marchio biologico. Ma vi siete mai chiesti come si fa il miele, quali tipi di lavorazione sono necessarie per portare il miele, dalle arnie piene di api ai vasetti di vetro, quelli che vedete sugli scaffali dei negozi o dei supermercati ?

Quando porto gli ospiti dell’agriturismo a visitare il mio laboratorio di smielatura mi accorgo che quasi nessuno sa davvero come avvenga l’estrazione del miele , quali siano le sue fasi e gli strumenti utilizzati.

E come mi suggeriscono Viola e Ambra, molti bambini di città, non sanno neanche che il miele lo fanno le api.

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Oggi allora vi porterò con me in un viaggio all’indietro nel tempo, torneremo nel mese di luglio, quando per noi apicoltori arriva il momento più emozionante e gratificante, la smielatura, quando raccogliamo finalmente i frutti di un intero anno di lavoro e di cura delle nostre famiglie di api.

Le api ottengono il miele dal nettare o dalla melata e da ogni sostanza zuccherina raccolta sulle piante, che poi arricchiscono di sostanze provenienti dal loro corpo, trasformano, depositano nei favi e fanno maturare.

In primavera inoltrata e in estate, quando le fioriture sono al loro massimo e le api hanno abbondanza di nettare e quindi di cibo , noi apicoltori posiamo dei melari sopra al loro nido, cassette con telaini di cera che ci servono per raccogliere il miele che le api producono in eccedenza rispetto al loro fabbisogno, non togliamo invece alle api quello necessario per il sostentamento della famiglia.

Quando i melari sono riempiti di miele dalle api, e opercolati, ossia sigillati con uno strato di cera, ciò significa che il miele è maturo e pronto per essere estratto.  E’ a questo punto che dopo averli liberati dalle api i melari possono essere portati nella mieleria per procedere all’estrazione del miele.

Ed eccolo il nostro laboratorio del miele con tutti le attrezzature necessarie per estrarre il miele dai telaini dei melari:

  • Il Banco per disopercolare
  • Lo Smielatore
  • il Maturatore

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 DISOPERCOLATURA

– La prima operazione da fare quando si portano i melari in laboratorio è chiamata in linguaggio apistico disopercolatura, essa consiste  nel togliere lo strato di cera con cui le api chiudono e sigillano i favi. E’ necessario cioè aprire le celle in cui è immagazzinato il miele per permetterne la fuoriuscita e la sua estrazione.  Questa operazione viene fatta su un apposito banco in acciaio inox, detto appunto banco per disopercolare, sul cui fondo vi è una fitta griglia che trattiene la cera d’opercolo e lascia invece filtrare il miele che cola dai telaini disopercolati.

E’ qui che vengono messi i telaini, su un apposito leggio, una volta tolti dal melario,

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Per togliere la cera che riveste il favo vengono usati i due attrezzi che vedete qui sotto: un coltello e una forchetta disopercolatori.

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La disopercolatura è un’operazione che io amo e che a noi apicoltori da una grande soddisfazione, è proprio ora che tocchiamo con mano il frutto del nostro lavoro e della nostra fatica.

Nonostante sia ormai da qualche anno che io la ripeto, ogni volta resto meravigliata dalla bravura e dalla precisione delle api. Ogni volta mi chiedo come facciano a costruire dei favi geometricamente perfetti, talmente perfetti che io anche dotata di riga e squadra avrei difficoltà a replicarli.

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Ogni volta mi emoziono e mi sento grata di avere il privilegio di trovarmi davanti ad uno dei più meravigliosi miracoli e misteri della natura.

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MInuscoli insetti che sono capaci di creare meravigliosi capolavori, e in quel momento sono io a sentirmi davvero piccola di fronte a tanta bellezza e perfezione.

Smielaturax20144Viola e Ambra che mi hanno visto disopercolare e smielare da quando sono piccolissime e che in passato mi hanno anche aiutato, amano anche loro questo momento e ogni anno vogliono presenziare e assistere alle operazioni.

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Con la forchetta e il coltello libero le celle dallo strato di cera e faccio in modo che il miele sia libero di uscire.

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Qui in basso vedete un telaino disopercolato a metà.

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Quando tutti i telaini sono disopercolati si passa alla seconda fase, quella della centrifugazione.

CENTRIFUGAZIONE

I telaini disopercolati vengono messi dentro ad uno smielatore, una centrifuga in acciaio inox che girando fa uscire, grazie alla forza centrifuga, il miele dai favi. Lo smielatore funziona a temperatura ambiente, per questo si dice che questa smielatura è a freddo, senza surriscaldamento del miele, in modo da mantenere le caratteristiche del prodotto inalterate. Io uso uno smielatore radiale a motore che può contenere fino a 9 telaini,  che io dispongo a raggera intorno all’asse centrale.

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Quando lo smielatore è tutto riempito, lo chiudo e aziono il motore facendo girare i telaini nei due sensi, orario e antiorario. La forza centrifuga fa uscire il miele dai favi che cade sul fondo dello smielatore.  Fino a qualche anno fa avevo uno smielatore manuale che girava con una manovella e tanto olio di gomito.

Quando i telaini sono completamente svuotati li rimetto dentro al loro melario e li riporto alle api così che li possano ripulire di tutti i residui di miele, saranno così pronti per essere riutilizzati nella stagione successiva.

FILTRAZIONE

Il miele caduto sul fondo dello smielatore lo faccio fuoriuscire attraverso l’apposito rubinetto e lo metto dentro a un secchio. A questo punto avviene la filtrazione del miele, in modo da eliminare le impurità ancora presenti, per fare questa operazione utilizzo filtri in acciaio inox di diverse misure, e una volta filtrato verso il miele dentro al maturatore a decantare, è questa l’ultima fase della smielatura.

La stessa operazione la faccio con il miele che si è depositato sul fondo del banco per disopercolare, raccolgo anche questo in un secchio di piccole dimensioni, lo filtro e lo verso dentro al maturatore.

La cera d’opercolo, la cera d’api più pura e più pregiata, rimasta sulla griglia del banco per disopercolare la lavoro e la riutilizzo in vari modi, come vi ho già spiegato qui.

DECANTAZIONE

La decantazione consiste nel far riposare il miele in grandi contenitori in accaio inox, chiamati maturatori, per almeno due settimane così da fare emergere in superficie le piccole impurità ancora presenti nel miele.

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Trascorse le due settimane, prima di invasettare, faccio un’altra operazione chiamata schiumatura; questa consiste nell’eliminare la schiuma che si forma sulla superficie del miele,  composta da bollicine di aria formatesi durante la centrifugazione, ed eventuali impurità affiorate.

Ora il miele è davvero pronto per essere invasettato ed etichettato e per entrare nelle vostre case.

Enjoy :-)

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Dove festeggiare Halloween in Maremma

Tanti gli eventi organizzati per festeggiare la misteriosa notte di Halloween in tutta la Maremma.

A Montemerano, uno dei borgi più belli d’Italia, dal 31 ottobre al 1 novembre avrà luogo la Festa delle Streghe. Qui sarete coinvolti in un’atmosfera magica e divertente,  tra assaggi di prodotti stregati e pozioni magiche,  spettacoli acrobatici e magie di fuoco, musica dal vivo e danze.

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Se come me siete amanti della zucca non potete perdervi Zucche in Festa a Castell’Azzara,  dal 31 ottobre al 1 novembre, due giorni interamente dedicata a lei, la protagonista di Halloween. Durante la festa ci saranno mostre di zucche, zuccaperitivi, cene a base di zucca, spettacoli per bambini, concerti, ed anche un concorso che premierà la zucca più strana e la zucca più pesante.

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A Grosseto il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma venerdì 31 ottobre aprirà le sue porte dalle 17 alle 20 per offrire a grandi e piccini una vera e propria esperienza da brividi. Come per magia, infatti, in occasione della festa di Halloween, le sale del museo si animeranno, i fantasmi degli antichi personaggi etruschi e romani si risveglieranno riservando molte sorprese a tutti i partecipanti, che naturalmente saranno tutti mascherati.

 

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Last but not least , dal 30 ottobre al 2 novembre, a Sorano, ci sarà la tradizionale Festa delle Cantine, una festa non strettamente legata ad Halloween ma comunque molto caratteristica e suggestiva. In questi quattro giorni sarà infatti possibile passeggiare lungo le vie del suggestivo borgo e visitare le tredici cantine aperte per l’occasione, e qui degustare prodotti tipici e ottimi vini locali e  riscoprire antichi sapori e vecchie tradizioni. Il tutto accompagnato da musica e canti popolari.  Durante la festa ci sarà anche un mercatino dell’antiquariato e dell’artigianato. 

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E voi avete fatto già programmi per Halloween ? Come festeggerete ?

 

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